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A pesca con l'esperto

Tutti i pesci del lightdrifting

Tutti i pesci del lightdrifting

Palamite, sgombri, saraghi, orate, dentici ed altri pesci più o meno importanti, sono le prede principali del lightdrifting, una tecnica di pesca che si va sempre più diffondendo, grazie alla qualità dei pesci e alle intense emozioni che sa offrire... Naturalmente, per conseguire determinati successi in termini di catture, è necessario attenersi scrupolosamente ad alcune “dritte”, come si suol dire, nel preparare le varie attrezzature e nel saperle usare, con una certa accortezza per non incorrere ai fastidiosi “cappotti” di stagione.

SGOMBRO-A-LIGHTDRIFTING 02Ebbene innanzitutto è necessario capire bene il termine anglosassone “light” e “drifting”. Il primo, notoriamente significa “leggero” e l’altro, equivale a: “scorrere in corrente”. Si tratta nelle sintesi, di calare in acqua una lenza con un esca che deve navigare o meglio, flottare in corrente, unita, con frammenti o pezzi di pastura, con lo scopo di intercettare i pesci situati in sospensione dal fondo, in prossimità del medesimo, o nei vari interstrati d’acqua esistenti. Il lightdrifting, è una disciplina simile al tradizionale bolentino, ma differisce sostanzialmente dal fatto che, mentre quest’ultimo ha lo scopo di richiamare i pesci posti quasi a contatto del fondo, con lenze opportunamente zavorrate, mentre l’altro, richiama i pesci, con l’esca in movimento nel flusso della corrente marina, lungo una traiettoria che può arrivare fino a 200/300 metri, lontano dalla poppa dell’imbarcazione. Questo è reso possibile dalla lenza alleggerita, priva di qualsiasi zavorra, oppure, leggermente piombata nell’ordine da 0,5 – 1 – 2 – 3 – 4, fino a circa una decina di grammi. Si può aumentare la zavorra, fino a circa 15 grammi, ma in condizioni di correnti marine sostenute.

Vediamo adesso per chi vuole cimentarsi con questa affascinante tecnica, che cosa occorre in primis e cioè, quali sono le attrezzature principali, e quali caratteristiche devono avere per assolvere egregiamente le funzioni richieste.

Le giuste attrezzature primarie

PALAMITA-A-LIGHTDRIFTINGper quanto concerne le canne e i mulinelli, beh ci orienteremo verso prodotti di qualità, che ci possono consentire di pescare nel migliore dei modi impiegando madre lenze e finali di ridottissimo libbraggio, altrimenti, di pesci ne prenderemo ben pochi. Ma su questo aspetto ci soffermeremo più avanti. Puntare decisamente sulla qualità, è il migliore investimento in questa tecnica. Il mercato di settore, ci mette a disposizione, centinaia di canne con decine di modelli più o meno accattivanti. Tra le Aziende specializzate in questa produzione specifica, vorrei menzionare la Tecnofish, la Tubertini, la Shimano, la Trabucco, l’Italcanna ed altre ditte che forniscono veramente degli autentici capolavori. Canne da lightdrifting, costruite con elementi in carbonio di ultima generazione codificate con acronimi che hanno una valenza più o meno commerciale, ma che nella sostanza, offrono canne telescopiche con vettini ad innesto intercambiabili a seconda dell’azione, e canne con fusti ad innesto, a ripartizione, che si presentano con sezioni sottili e ne contempo: micidiali! Queste canne, hanno la peculiarità di Riuscire a neutralizzare in modo assolutamente straordinario, gli effetti delle potenti musate e fughe di pesci di taglia come palamite di 3-4 Kg, o con orate di peso altrettanto cospicuo, con finali, addirittura dello 0,16mm/0,21mm, abbinati a piccoli rinforzi dello 0,33mm! E’ incredibile ma vero! Tutto questo è reso possibile, grazie alle recenti tecnologie applicate agli innovativi processi di produzione. Pertanto, si riescono ad ottenere: prodotti leggerissimi, potenti dotati di una flessuosità straordinaria. La lunghezza di queste canne, sono orientativamente sui 4 - 4,50 metri e sono provviste, di solito, da anelli o passanti con pietre in SIC(carburo di silicio) o in Alconite, che dissipano meglio il calore prodotto dallo sfregamento continuo del monofilo, ed offrono un’elevata resistenza all’abrasione.

ATTESA-LIGHTDRIFTINGPer i mulinelli, vige lo stesso discorso: scegliere prodotti di qualità per ottenere risultati soddisfacenti! La componentistica di questi deve essere ineccepibile, per ottenere effetti efficientissimi, con recuperi “fluidi” e sicuri. Non è tanto che essi dispongano di tanti cuscinetti per confermarne il valore. Sono necessari, magari pochi cuscinetti, ma buoni! E poi la frizione, che deve essere realizzata con dischi in carbonio uniti con altri prodotti, per assicurare un uscita “micrometrica” del monofilo dalla bobina utilizzata. Per la pesca impegnata a drifting, consiglierei un mulinello di taglia 6000-7000, per avere una certa riserva di potenza e per ben contrastare l’eventuale pesce importante della giornata. Poi, vorrei aggiungere la “leggerezza”, altro fattore molto importante. Pescare con canna e mulinello leggerissimi, fa la differenza, in termini di confort operativo, dopo ore e ore di “lavoro”, per il continuo togliere, mettere nei portacanne, recuperare il pesce etc.

A questi prodotti direi essenziali, aggiungerei: i portacanne da lightdrifting! Questi, devono essere: nella sintesi, dei supporti tecnici, orientabili lateralmente e verticalmente, magari dotati di postazioni multiple, per avere la possibilità di pescare con 3 o più canne, da disporre nella direzione più opportuna, per facilitare lo scorrimento della lenza che fuoriesce dalla bobina.

AUTORE-CON-UNA-PALAMITA-CATTURATAAltre attrezzature molto importanti, sono: un paio di forbici di qualità, onnipresenti, riservate fisse per il taglio delle sardine o di altre esche; un paio di contenitori per detenere, preparare e gestire la pastura; almeno un pasturatore a lame e uno a sgancio rapido. Poi, per chi non ha problemi in termini economici, un bel tritasardine elettromeccanico...ci assicurerà con buona probabilità, una bella pescata, sia in termini di catture che di qualità delle prede!

Dulcis in fundo, la cassetta delle attrezzature. Questa deve contenere: minuterie al Top qualitativo, monofili e fluorocarbon, eccellenti, di varie sezioni, galleggianti di varia grammatura, ami specifici, piombi di varia numerazione e peso, aghi appositi per innesco delle sardine intere e...una discreta riserva di finali, che vedremo successivamente, come verranno realizzati.

Le attrezzature complementari

BARCA-CATTURA 01L’ancora, con cima apposita, anello e pallone per il recupero, sono accessori secondari, ma sempre molto importanti: ci eviteranno una sicura “faticaccia” nel recuperare a mano per decine di metri, il complesso ancorante.

Per ottenere ciò, è sufficiente raccogliere in una tinozza, un certo numero di metri di cima da 8 da ormeggi e questo dipende a nostra discrezione, su quali profondità intenderemo pescare. Faccio un esempio.

Se volessimo posizionare la nostra barca su fondali variabili dai -15 ai -40, saranno sufficienti 70/80 metri di cima.

Se invece i nostri Spot, arriveranno a -60/-70 ed oltre metri, beh, occorreranno almeno 150 metri di cima. Indipendentemente dalla stazza dell’imbarcazione, naturalmente entro certi limiti, la cima con sezione da 8, è consigliata, perchè, oltre a disporre di una buona tenacità, è meno sensibile all’azione della corrente marina ed è più agevole nel recupero e nel contenerla. A questa poi, vai aggiunta la catena zincata e non calibrata. Per questa, consiglio una lunghezza dai 12 ai 15 metri con maglia da 6 o da 8 a seconda della stazza dell’imbarcazione con cui dovremo pescare.

SGOMBRO-A-LIGHTDRIFTINGPer quanto riguarda la tipologia dell’ancora, è necessario considerare quella a rampino, dotata di marre pieghevoli, siano esse in acciaio inox o acciaio zincato. Il peso, orientativo varia da 4 ai 7/8 Kg, anche questo in rapporto alla stazza del’imbarcazione. Questa, va armata alla genovese, che possa consentire, in caso di incaglio, un facile recupero. Per portare a bordo il tutto, al termine della pescata: ancora, catena e relativa cima, occorre avere un anello inox da 8 o10mm di sezione, con circa 200 o più mm di diametro, o in alternativa, un moschettone inox di quelli della massima dimensione; ed infine, un pallone, che è in realtà un parabordo circolare di taglia XL.

Altro aspetto importantissimo per il lightdrifting: disporre di un’ottima strumentazione elettronica, formata da Sonar e GPS Cartografico... che ci facciano sognare!

Nel prossimo articolo, entreremo nel vivo del Lightdrifting, con la realizzazione dei finali più catturanti, le esche, le pasture ed il sistema di pesca nel suo complesso.

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