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A pesca con l'esperto

Traina: attrezzature lenze e finali

Traina: attrezzature lenze e finali

A questo punto, vediamo come fare per allestire un’attrezzatura adeguata per pescare, riprendendo l’esempio citato, sui 30/35 metri! E volendo, potremo pescare ancora più a fondo!

Primo passante roller AftcoInnanzitutto, per l’utilizzo del monel, occorre in primis la canna giusta, ideale per questa specialità, che prevede un apicale robusto dotato di guida orientabile e di passanti roller e Hard Aftco. Il libbraggio della canna, deve essere orientativamente e rigorosamente sulle 30 lbs, con un fusto reattivo, in composito al carbonio. La sua lunghezza varia da 1,80 ai 2 metri circa. L’Italcanna, nota azienda leader nel settore della produzione di canne da pesca, produce alcuni modelli affidabilissimi, di gran qualità, adatti per l’uso del monel.


 

Immagine 012Per quanto riguarda il mulinello, beh è fuori ogni discussione: la scelta è orientata su quello elettrico. A tale proposito, consiglio l’uso dei modelli della serie 600, nelle varie versioni, prodotti dalla Kristal Fishing, che consentono confortevoli recuperi prolungati, anche pescando con alcune centinaia di metri di monel in acqua. E’ possibile pescare anche con i mulinelli appositi manuali, come quello dedicato alle lenze metalliche, e cioè il modello Penn Senator da 30 lbs, quello di colore rosso con il freno a stella. Questo prodotto è dotato della bobina in materiale plastico che isola la componentistica interna dall’azione corrosiva prodotta delle correnti galvaniche, dall’uso continuato del mulinello. Tuttavia, il limite dell’attrezzo “manuale” è quello che può raccogliere solo 200 Yds di lenza, cioè pescare al massimo intorno ai 20 metri di profondità e di far durare una fatica eccessiva al pescatore dovuta ai continui recuperi. Utilizzando il monel, potremo pescare anche fino a 50/60 metri di profondità, però è necessario, utilizzare i “bobinoni” da 600 Yds dedicati ai mulinelli elettrici più capienti.

Le lenze e i finali

Mix-di-artificialiPer armare una lenza da abbinare alle suddette attrezzature, sarà necessario in primis avvolgere con cura, il monel contenuto nella bobina da 300 Yds, sull’altra bobina in dotazione del mulinello elettrico, avendo l’accortezza di tenere la lenza bene in tensione per evitare impreviste “parrucche” causate dal materiale “armonico”. Per fare questa operazione, è necessario essere in due persone: un pescatore tiene ben tesa la bobina regolando l’uscita del monel, e l’altro, avrà il compito di avvolgere quest’ultimo, in modo equamente distribuito, sulla superficie della bobina del mulinello elettrico. Prima di compiere questa operazione, è bene avvolgere sul mulinello, un backing da circa 100 metri di Dacron da 80 lbs, al seguito del quale, una girella piccola da 80 lbs(40 kg), fungerà da tramite al nostro monel. Appena sono stati avvolti i 300 Yds di lenza, fissiamo un altra girella, simile a quella precedentemente impiegata piccola da 80 lbs, eccellenti quelle della Tecnofish, alla quale, poi, fisseremo una ventina di metri monofilo super da 50 lbs(0,70mm). Quest’ultimo spezzone intermedio, sarà unito al finale in fluorocarbon lungo mt 6, dello 0,66 – 0, 74mm tramite un loop to loop, ossia due bocche di lupo.

Infine... l’artificiale, che io consiglio di almeno 150mm, possibilmente ben dotato di colori brillanti, vistosi e sgargianti, con rosso, arancio e bianco, bene in evidenza.

La tecnica nella sintesi

Un dentice appena catturatoLa pesca avviene sistematicamente nel modo seguente. Si esce con l’imbarcazione e si naviga portando la stessa ad una profondità di 30/40 metri, si inizia a distendere l’artificiale da poppa, portando la velocità a circa 4/5 nodi orari. Con la dovuta accortezza, di regolare il freno della frizione in modo da far fuoriuscire la lenza, in modo leggermente forzato per evitare eventuali deleterie parrucche. Via via che la lenza affonda, sotto l’effetto dell’artificiale “Sinking”, aumenta la tensione del monel facendo flettere leggermente la canna. Naturalmente, l’applicazione di un contametri, ottimi quelli della Ryobi (Tubertini), ci consentirà con assoluta precisione, di quanta lenza abbiamo filato in acqua. Quando il contametri ci segnalerà 270/280 metri, la nostra esca affondante inizierà il suo lavoro a quota – 30 – 31 metri, dal risultato: - 27 dati dal monel più -3,5/4 dati dall’artificiale. A questa profondità, il sottoscritto ha catturato dei bei dentici, vicino a scogli posti a quota – 34, - 37, - 30. Un dentice, lo pescai, con siffatto affondamento a quota – 39!

Ciò spiega, i suoi folli “guizzi” in dinamica verticale, anche di circa 10 metri!

Possono passare anche delle ore senza che avvenga la ferrata, detta anche.. strike a buon fine, come si suol dire.

Il contametri tra i passanti Hard AftcoMentre stiamo trainando, dovremo essere vigili: dovremo osservare le variazioni batimetriche per concedere gas al motore, cioè far innalzare l’esca, se troviamo nel nostro percorso un ostacolo importante, come una secca imprevista. Attenzione alle curve: procedere bene alla larga per evitare incagli sul fondo. Altrimenti addio al costoso artificiale. Ogni mezz’ora, consiglio di recuperare il monel, per verificare se le ancorette hanno preso dello sporco come alghe etc. Se portiamo appresso un artificiale con lo sporco...equivale a pescata 0. Quindi la massima attenzione. Se il mulinello elettrico in uso è sprovvisto di guidafilo, è necessario guidarlo manualmente, utilizzando dei guanti, per evitare abrasioni nel passaggio delle giunzioni: girella-monel. Durante la traina, il monitor deve sempre restare sotto il nostro controllo visivo. Laddove, nei pressi del fondo, sono presenti dei banchi di piccoli pesci, radunati in modo sospetto, nel senso che il predatore sia nelle vicinanze, provare a ripetere il passaggio, esattamente sopra il banco. A volte i dentici si vedono, e questo dipende anche dal nostro occhio allenato e dal nostro strumento in dotazione: più il sonar è sofisticato, evoluto, di ultima generazione, più avremo maggiori chances per trovare i nostri amici.

Una confezione di monel e la girellaQuando il dentice afferra l’esca, si sente impazzire il cicalino del mulinello e noi, pronti, chiudiamo la frizione quel tanto che basta, per “staccare” di forza il dentice dal fondo, dopodichè attiviamo l’interruttore per il recupero della lenza. Se il dentice è grosso, cioè vicino ai 10 kg, la botta e la sfrizionata sarà tremenda. Come aver preso uno scoglio! Conviene recuperare e mettere in folle il motore. Mi raccomando, il recupero deve essere fatto con continuità, altrimenti perderemo il pesce. Di solito, la canna, dato il peso complessivo trainato, deve agire direttamente nel portacanne, tuttavia, è possibile tenere tra le mani canna e mulinello, ma con l’ausilio di una pancerina Stand Up e di un corpetto da Big Game, dotato di moschettoni per non fare fatica. Durante il recupero, si vede periodicamente flettere la canna per le possenti testate del pesce.


 

Il possente ghigno che incute timoreMa questo avviene di solito nei primi minuti, dopo, inesorabilmente, il predatore designato di turno, diverrà la nostra preda, che accoglieremo con un capiente guadino. Attenzione all’emozione: ricordatevi di staccare l’interruttore al momento del recupero altrimenti........

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