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A pesca con l'esperto

La lenza vincente per i calamari

finale-x-calamari 03Il mese scorso, abbiamo parlato della tecnica del bolentino, praticata con la barca in deriva e a scarroccio, sotto l’azione della brezza, mirata alla cattura dei pesci costieri, a cui, poi, abbiamo unito la tecnica di pesca a bolentino ai calamari, chiamata anche “la senna”, in Toscana, con la sua variante del Tataki e del Misaki. Queste ultime due opzioni, rappresentano un processo tecnico “raffinato” che consiste nello “stimolare” il calamaro ad attaccare le esche artificiali proposte, nelle varie colorazioni e dimensioni. Questo è reso possibile dall’unione di due fattori: il primo, dalle canne, che devono essere particolarmente flessuose, per imprimere quei tocchi e quelle vibrazioni magiche per attirare i nostri gustosissimi cefalopodi; e l’altro, dalle esche artificiali apposite, unite ad un finale specifico. Per quanto riguarda le esche, hanno un aspetto di un pesciolino lungo dai 4 ai 6 centimetri circa. Sono flottanti, sono dotate del mono o del doppio cestello, ed io consiglio quest’ultima soluzione, in quanto più catturante, ed infine, presentano un anima, con un corpo rivestito in silicone e seta colorata nelle più variegate sfumature e livree più o meno vistose.finale-x-calamari 06Per ultimo, non meno importante, anzi, fondamentale: il finale! Questo, affinchè fornisca quella giusta dose d’efficacia, deve essere armato o montato, eseguendo lungo il calamanto stesso, 3 o 4 nodi dropper loop, del quale ne spiego il relativo montaggio, tramite i seguenti ed opportuni disegni esplicativi.
  1. Si parte prendendo una clip, che non è altro che un piccolo moschettone, e la si infila, in un capo di un calamento dello 0,35mm in fluorocarbon, lungo mt 3 circa.
  2. Si genera un’asola nel calamento, all’altezza voluta per fissare la piccola e prima totanara, considerando naturalmente che la clip, che deve rimanere all’interno dell’asola.
  3. con l’asola stessa, si praticano 4 o 5 giri. Così facendo, si genera un’altra piccola cappiola all’interno.
  4. Si passa la clip all’interno della piccola cappiola generata.
  5. Si lubrifica con la saliva il nodo e lo si assucca tirando i due capi di lenza, l’uno contrario all’altro.

La clip inserita alla base del nodo, ha lo scopo di poter rapidamente intercambiare le piccole esche artificiali e di riporre in modo ordinato, le lenze destinate al tataki e misaki.

finale-x-calamari 10finale-x-calamari 01E’ bene ricordarsi che il primo nodo dropper loop, va eseguito a circa cm 150 di distanza da dove verrà fissato il piombo o la totanara finale a fuso. Praticamente, si infila la prima clip, si fa scorrere per circa 150 cm, si effettua il nodo, al termine del quale, si “scende” verso il piombo, per 50 cm e si effettua il secondo nodo, per fissare la seconda clip e così via. Consiglio di legare non più di 3 – 4 nodi per presentare altrettante totanare, Se si inseriscono più artificiali, la pesca diventa... meno gestibile! Poi bisogna considerare che abbiamo anche la totanara a fuso finale, quella da 100/120 ed oltre grammi. La funzione di quest’ultima è quella di “recuperare” polpi e seppie che hanno una valenza, non tanto secondaria!

finale-x-calamari 08finale-x-calamari 07Se si seguono con accortezza queste indicazioni per realizzare la lenza apposita ai calamari, beh sicuramente le soddisfazioni non mancheranno! Credo che questa, sia proprio... una delle tante lenze vincenti!

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