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A pesca con l'esperto

Localizzare i pesci

APPARATO INTEGRATO IN FUNZIONE 02Come trovare i pesci finalizzati per la nostra battuta di pesca? Attrezzarsi a dovere e... dirigersi sullo Spot a noi tanto familiare. Semplice, ma nella teoria. Nella pratica... non sempre accade.

Cercheremo di capire, perchè a volte, abbiamo degli insuccessi! Dei “sonori” cappotti a volte, inspiegabili. Ma se ci ragioneremo attentamente, forse riusciremo a capire le cause o meglio, le concause della giornata... da dimenticare!

Naturalmente, quello che consiglio sia al neofita, sia al pescatore esperto è in primis questo: è necessario acquisire maggiori dati o notizie possibili sulla comparsa delle specie ittiche a noi tanto care nella nostra zona di pesca. Questo può avvenire tramite le confidenze di “amici” pescatori. Nella speranza che le notizie siano quelle giuste. Successivamente, da prendere in seria considerazione: l’innovazione tecnica del momento. A volte, una piccola variante apportata sulla nostra lenza... può fare la differenza! Già... un finale vincente!

E poi, l’esca giusta e... le composizioni delle pasture, da impiegare al momento opportuno. A prescindere da questi aspetti molto importanti, ce ne sono altri, fondamentali, fra cui: conoscere nel modo migliore, i fondali su cui dovremo pescare. Già, proprio su quest’ultima considerazione vorrei soffermarmi, in quanto, la buona conoscenza dei substrati sui quali far precipitare i nostri ami, e verificare se ci sono rocce, degradi ciottolosi, posidonie, pesci o quant’altro, può fare indubbiamente la differenza, sia in termini di catture, con pesci di taglia cospicua, sia con pesci di qualità pregiata.

Per effettuare queste continue verifiche, se sotto la nostra barca vi sono scogli od altro, proprio nel momento in cui siamo intenti nella pesca, esiste uno strumento elettronico navale, notoriamente chiamato ecoscandaglio ad ultrasuoni, che si rivela a dir vero, una straordinaria innovazione tecnologica, oggi fondamentale, grazie alla quale il pescatore, riesce facilmente a localizzare le zone o poste più ricche di pesci. Se poi a questo, uniamo l’altra magica invenzione chiamata, apparato GPS – Chart Plotter, ovvero una carta nautica elettronica con rilevamento delle coordinate navali, tracce, rotte etc., daremo quel magico tocco finale, per ritrovare con assoluta precisione: relitti, scogli particolari, secche con franate ed altri punti interessanti localizzati sul fondo.

La “lettura” dell’ecoscandaglio

APPARATO INTEGRATO IN FUNZIONE 01L’ecoscandaglio, che abbrevieremo chiamandolo semplicemente “eco”, consta di due parti, la prima, che è quella “ricevente” del segnale, è rappresentata nel complesso, dallo strumento, dotato di un monitor con una tastiera affiancata o sottostante, tramite la quale si accede al pulsante di attivazione e al tasto del menu. Seguono poi altri tasti, necessari per accedere ad altri sotto menu e per impostare le varie funzioni occorrenti al pescatore, come la regolazione della sensibilità, l’attivazione della linea grigia, la scelta della scala della portata della profondità, l’attivazione allarme pesci, etc . La seconda parte, molto importante, è il trasduttore, ovvero, il cuore dell’eco, che viene applicato esternamente o internamente allo scafo, esattamente nella carena, che ha il compito di trasmettere il segnale ad ultrasuoni ad una certa frequenza, in genere da 50 kHz oppure a 200 kHz o con altre frequenze. Nella sostanza, in linea di massima, l’eco funziona così: appena acceso lo strumento, il trasduttore trasmetterà verso il fondo, una “fascia” di ultrasuoni. Appena questi intercetteranno un ostacolo, rappresentato da qualsiasi cosa come una roccia abbastanza pronunciata, un pesce singolo, un banco di pesci, oppure una prateria di posidonia, od altri ostacoli interposti, gli ultrasuoni rimbalzeranno sull’ostacolo stesso e verranno ricevuti dallo strumento, il quale provvederà a renderli visibili con una linea grafica sul monitor. Quest’ultimo, in sintonia con una scala graduata posizionata a fianco, segnalerà esattamente la distanza esistente tra il trasduttore ed il bersaglio. In genere, sullo schermo, il valore espresso della profondità, oltre che graficamente, viene visualizzato simultaneamente anche in digitale con il numero che varia a seconda della variazione della batimetrica del fondale interessato, quando la barca è in movimento.

DSC 0119Quello che è stato appena enunciato sul principio di funzionamento, vale per ogni marca o modello presente in commercio. Oggigiorno il mercato mette a disposizione per i pescatori, un’infinità di prodotti, più o meno sofisticati e più o meno potenti, con schermi in bianco/nero e con le varie tonalità di grigio oppure a colori con una moltitudine di variazioni cromatiche, per meglio esplorare e capire la natura delle varie porzioni di fondo esplorate o di quelle zone collocate negli interstrati d’acqua laddove sono presenti i pesci di una certa importanza. I prezzi degli eco, variano, e si trovano alla portata di tutti i portafogli, e vanno: dalle 100 Euro circa del modello base, che dà delle buone e significative risposte al pescatore medio, alle 700 o 1000/2000 ed oltre Euro, per il pescatore esigente, evoluto, professionista. Comunque, già un ottimo apparato completo di varie funzioni, lo acquistiamo già con circa 500/600 Euro che di solito è dotato della doppia frequenza di lavoro di 50 e 200 kHz e di un’ottima potenza d’esercizio di solito dai 450-600Watt, attraverso la quale si riesce a “leggere” il fondale fino ad oltre 400 metri ed in modo più marcato e preciso fino a circa 100/150 metri.

L’ecoscandaglio... in pesca!

Ma scendiamo nei dettagli, facendo alcuni esempi di utilizzo di questo straordinario strumento immaginando di essere a bordo della nostra barca ed iniziare a “scandagliare” la zona su cui dovremo pescare a bolentino. La nostra ipotetica missione è quella di catturare dei pagelli le cui poste si trovano dai circa 60 ai 70 metri di profondità.

In genere il pagello, lo si trova vicino a dei gruppi di rocce o sui bordi delle secche o dei significativi rilievi i cui substrati sono formati da fango, conchiglie e coralligeno(fondo maciottito).

DSC 0067Arrivati nella zona delle poste, localizzate tra una batimetrica e l’altra dei 60-70 metri, riduciamo la velocità a circa 2 – 3 nodi. Con lo strumento acceso, pre-impostato in automatico, verifichiamo se vi sono delle variazioni sulla linea del fondo. La regolazione del “gain” o “sensitivity” che è il guadagno o sensibilità, ossia la potenza di emissione degli ultrasuoni, che deve essere regolata in modo tale da non eccedere con una regolazione maggiorata. Insomma, impostare un valore che permetta di vedere bene in modo nitido, il grafico del fondo e, se vi sono rocce, la marcatura deve essere decisamente marcata, nera, mentre, in presenza di fango, la linea grafica sarà grigia, soft, oppure un colore arancio tenue se lo schermo è a colori. Un colore rosso vivo ci segnalerà roccia o un relitto. Uno dei dispositivi importanti che permettono di verificare cosa accade sul fondo è la “Grayline” o “White line” linea grigia o linea bianca(stessa funzione), che, se inserita, permette di staccare i pesci posti a stretto contatto del fondo e verificarne in linea di massima le loro proporzioni. Naturalmente, più lo strumento è di valore, ossia più sofisticato, digitale nelle funzioni, più il dettaglio sarà preciso, nitido, esente da disturbi, in grado di vedere con assoluta precisione la conformazione di alghe, pesci, particolari di relitti o di scogli, insomma, una lettura dello schermo che offre una visione quasi come una telecamera, a tutto vantaggio del pescatore. Tornando all’azione di pesca, notiamo che lo schermo produce improvvisamente una linea ascendente che sagoma uno scoglio, intorno al quale è palese un piccolo banco di pesci. Da quota -65 è salito a -61 metri. Inseriamo la traccia sul cartografico e gettiamo le nostre lenze innescate. Le allamate non si fanno attendere e catturiamo di solito: sugarelli e qualche pagello. Di solito questi ultimi si catturano sui bordi di questi scogli isolati. Pescando in deriva di corrente e con lo scarroccio, notiamo che la traccia del GPS Cartografico, ci segnala lo spostamento della barca.

DSC 0099Appena le tocche diverranno più rade, rimonteremo oltre lo scoglio per ridiscendere a quota -67 per poi ricominciare a pescare. Se questo punto, col passare delle ore, diventa poco pescoso, si cerca un altro scoglio o un altro punto di nostro interesse e ricominciamo. Se invece desideriamo pescare al Vertical Light, per fare un altro esempio, cercheremo con un po’ di pazienza, di esplorare altre zone, poste sempre in prossimità delle secche, per verificare se vi sono alcune “marcature” di cospicue dimensioni, che evidenziano banchi di pesci, e magari costituite in “modo strano”, da sospettare la presenza del predatore nei dintorni. Se ciò sarà confermato dal nostro strumento con degli “archi” notevoli, oppure con delle significative linee orizzontali vicine a dei banchi di pesci disposti in modo concentrato per sfuggire al predatore, immergeremo le nostre esche artificiali(Jig) ed iniziamo a Jerkare con la canna, per tentare di allamare il predatore costituito di solito da dentici e da ricciole. Insomma, per ogni specialità nelle varie tecniche di pesca in uso, il corretto uso del proprio ecoscandaglio, si rivelerà spesso e volentieri, determinante ai fini di una proficua pescata.

Il GPS Cartografico

PAGELLO CATTURATO SU DEGRADO MACIOTTITO A 51 METRIIn abbinamento all’ecoscandaglio, c’è il GPS Cartografico, uno strumento estremamente prezioso per il pescatore. Può essere utilizzato come apparato separato a se stante, accoppiato all’eco, oppure integrato con l’ecoscandaglio stesso.

Questa straordinaria innovazione tecnologica, consente al pescatore di memorizzare sullo stesso strumento, uno scoglio, un relitto, uno Spot particolarmente fruttuoso e di ritornarci sopra con assoluta precisione! Questi punti preziosissimi vengono chiamati Marker e/o Waypoint e possono essere denominati, come fa il sottoscritto, come: “pagello 23” oppure “tonno 01” o con altri nomi a noi più congeniali.

Praticamente nella sintesi, il GPS(Global Position System) si avvale di una rete satellitare, grazie alla quale, viene rilevato costantemente il nostro punto nave, quando la barca è in navigazione, con i relativi valori delle coordinate di Latitudine e di Longitudine. La posizione della nostra barca viene costantemente monitorata nello schermo che illustra quel determinato settore di mare, che rappresenta un dato, da noi scelto, grazie alla cartografia elettronica presente nello strumento.

TRACINA RAGNO CATTURATA SU PIANORO SABBIOSO A 38 METRIOnestamente, devo asserire che, proprio grazie alle funzioni contenute nel GPS, come la funzione “rotta”, “marker” e “traccia” il ritrovamento dell’esatta ubicazione di un “particolare” scoglio, usato come Spot, in determinati momenti... mi ha consentito di realizzare: carnieri da infarto!

Dulcis in fundo, una pescata di successo, potremo definirla come è un punto di incontro, una risultante di fattori, nella cui essenza, prevale l’esperienza in pesca, acquisita in anni di pratiche continuate e una buona conoscenza tecnica per una buona realizzazione delle attrezzature, che devono essere, a dir vero speciali e, nel carpire ed intuire come “mangia” il pesce. Tutto, deve avvenire sotto i nostri possenti...occhi elettronici!

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