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A pesca con l'esperto

Big game al tonno

DSC 0012Anche per la stagione 2011, in riguardo alla pesca ricreativa al tonno rosso (Thunnus thynnus), è stata riconfermata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, a chi ne fa richiesta, l'autorizzazione alla pesca, che ne regola e ne limita la cattura...

Nella sostanza, è stata prorogata la normativa vigente, in vigore già dal 2009, secondo la quale è possibile catturare un esemplare di tonno rosso, durante la battuta di pesca giornaliera, per ogni imbarcazione, e che lo stesso esemplare sia di dimensioni minime(cm115) o un peso di 30 chilogrammi. L'autorizzazione è valida dal 16 giugno fino al 14 ottobre 2011 e, al momento dell'avvenuta cattura, è obbligatorio segnalarla alla Capitaneria di Porto di competenza, fornendole ulteriori comunicazioni, come le esatte coordinate del punto dove è stato pescato il pesce e la trasmissione Fax, utilizzando e compilando la specifica modulistica...entro le 24 ore dall'avvenuta pescata! L'Autorizzazione specifica e la modulistica accessoria, viene rilasciata gratuitamente a chi ne fa richiesta, dalla Capitaneria di Porto preposta alla giurisdizione della zona interessata alla pesca.

Dopo questa doverosa premessa di carattere informativo, passiamo ad illustrare all'appassionato di questa emozionante tecnica di pesca, chiamata negli States, Big Game, ossia: il "Grande Giuoco", quello che occorre per praticarla, partendo dalle attrezzature di base, dalle minuterie, dai finali più appropriati e dagli accessori di bordo necessari per completare l'opera di recupero di questi grandi pesci e, alcuni consigli di base, da prendere seriamente in considerazione nel momento in cui avviene la provvidenziale allamata.

Chi scrive questo articolo, ha programmato questa tematica "fishing" per agosto, in quanto è uno dei mesi più proficui ed esaltanti per questa tecnica di pesca che, nella mia zona di appartenenza, e cioè l'Isola D'Elba, luglio, agosto e settembre sono ritenuti in assoluto i mesi migliori. Sarebbe stato molto produttivo poter pescare anche nel mese di maggio, nel momento della prima migrazione di questi grandi pelagici, ma nel pieno rispetto della normativa vigente, per la giusta tutela del nostro tonno rosso, in primavera...andiamo a bolentino o a traina!

Tornando alla preparazione del Big Game nostrano, ovvero alla pesca a drifting, utilizzando la pastura gettata in corrente, prima di affrontare il modus operandi di come si pesca, parleremo degli elementi primari interessati e di tutte le attrezzature occorrenti.

La barca per il Big Game

Innanzitutto, parleremo del mezzo primario con cui dovremo praticare il Big Game al tonno rosso e cioè la barca, che non deve essere necessariamente di grande stazza ed impegnare economicamente gli appassionati di questa tecnica di pesca. Chi scrive, è un possessore di un piccolo gozzo di soli mt 5,50... ma che ha catturato nelle precedenti stagioni, alcuni tonni, il cui peso medio è oscillato dai 60 agli 80 kg! Non male come preda imbarcata per un barchino di modestissime dimensioni! Naturalmente, tutto è subordinato alla presenza delle varie concentrazioni di tonni, notoriamente localizzate negli Spot migratori, segnalati nelle carte da pesca. E poi anche dalla distanza dalla costa, che determinati Spot, possono avere, che possono variare anche di molte miglia. Se i tonni si localizzano solamente a due, tre miglia dalla costa, e saremo ben attrezzati, beh anche una piccola barca di 5 metri potrà assolvere il compito del Big Game fishing, altrimenti, sotto il segno della sicurezza, che in mare non è mai troppa, è necessario disporre di una barca sicura, di stazza maggiore per affrontare nel migliore dei modi, sia la pesca che la navigazione. Il Big Game, si esercita di solito dalle 6 alle 30 o 40 miglia dalla costa, coinvolgendo fondali variabili dai 40 ai 120-150 ed oltre metri di profondità circa, e quindi, si rende necessario utilizzare fisherman o pilotine veloci da pesca dai 23 ai 30-35 piedi. Queste imbarcazioni sono agevoli, in modo particolare i Walk Around, in quanto veloci, dotate di pozzetti ampi per poter contenere le attrezzature: casse di sardine, canne ben allocate in pesca e, dulcis in fundo, poter sistemare la tanto ambita preda: il tonno! Che può essere intermedio 30-50 kg; medio dai 70 ai 150 kg e gigante... oltre i 200 kg!

Sotto i 30 Kg o 1,15 mt, secondo gli ultimi accordi internazionali di tutela al tonno rosso, ogni esemplare va rimesso in libertà. Pena, pesanti sanzioni pecuniarie ed amministrative! Meditate pescatori, meditate!

Le canne, i mulinelli, le lenze madri e... i finali!

DSC 0012Per la scelta delle canne, beh occorre agire su due fronti, il primo, è l'opzione per la canna Stand-Up, che può variare dalle 30/50 LBS alle 50/80 LBS, che sono i libbraggi più richiesti e più... sportivi! L'altro fronte, si orienta sulle canne tipo Trolling dette anche "da sedia da combattimento" che spaziano di solito da 30 LBS e 50 LBS, a cui segue la richiesta sempre più rara delle 80 LBS, date le dimensioni dei tonni che, già da alcuni anni, si sono decisamente ridotte.

La differenza sostanziale tra i due tipi Stand-Up e Trolling, sta nel fatto che le prime, sono più corte delle altre(mt 1,65-1,85), e si usano stando e combattendo il pesce in piedi, con l'ausilio di una pancerina apposita Stand-Up su cui fissare il manico per fare leva in combattimento. A questa, viene abbinato il renale con la seduta tipo "Braid" che agevola il combattimento. Le Stand-Up si rivelano molto versatili, praticissime, molto sportive e si usano su qualsiasi barca. L'unico neo è nel recupero del pesce, che, se supera i 100 kg, si farà molta fatica! Le canne Trolling invece, sono più lunghe delle altre(mt 2,05 – 2,18) e si usano con l'ausilio della sedia o poltrona da combattimento che ne agevola il "pompaggio" nel recuperare il pesce e limita la fatica da parte dell'angler. Per quanto riguarda l'azione delle canne, detengono entrambe, salvo eccezioni, un'azione ripartita e progressiva. E poi, sono tutte realizzate in materiale composito: vetroresina e carbonio impiegati a tenori variabili per ottenere un ottimo compromesso per quanto concerne: tenacità, resistenza e risposta alla trazione.Tutte le canne, dispongono di "roller"(passanti) a carrucola, per una maggiore sicurezza nel recupero.

Per quanto riguarda i mulinelli, vige lo stesso discorso: optare per i modelli adatti al big game nel libbraggio variabile da 30/50 – 50 – 50/80 e... possibilmente, di ottima qualità, come i Penn International, i Fin-Nor, gli Alutecnos i Gladiator gli Shimano, per citarne alcuni, su quello che il mercato ci mette a disposizione. La sicurezza anzitutto... quando parte il tonno, non scherza!

Per fare un ottimo abbinamento su tutto di quello che si è parlato fino a d ora, consiglierei di unire: per la Stand-Up, canna da 50 o 50/80 LBS con mulinello 50/80 LBS per un ampio contenimento di lenza da 50 e da 80 LBS. Stesso discorso vige per la serie Trolling: canna da 50 o al max 80 LBS con mulinello da 50 o da 50/80 LBS.
Seguendo l'etica sportiva, imbobineremo nel mulinello, una buona lenza madre di monofilo di nylon da 50 LBS(0,70 mm), oppure un 80 LBS(0,80/0,90mm) per avere una maggiore sicurezza nel recupero. Al capo libero della madre lenza, dovremo ovviamente unire il finale che sarà costituito in vari modi. Ne citerò un paio a seconda dei libbraggi impiegati.

Il primo finale può essere così eseguito. Al capo libero della madre da 80 LBS, si pratica una doppiatura di lenza lunga circa 10 mt, generata con un nodo Bimini Twist, al temine della quale si fissa una girella moschettone Sampo o similare da 250 LBS col nodo Offshore Swivel. Al moschettone poi, uniremo il finale vero e proprio lungo circa mt 2,50 di monofilo trasparente, da 150 LBS(1,17mm) a cui, fisseremo un amo da tonni, tipo il "Gorilla" dell'Owner del 6/0 – oppure 7/0 o 8/0 col nodo del tubo o col nodo standard a scendere. Quest'ultimo nodo, è molto praticato dai giapponesi sui tuna long line(palamiti appositi per tonni).

Il secondo finale, più semplice nella sua esecuzione, senza doppiatura di lenza, si può eseguire in questo modo. Al termine del capo libero della lenza madre, si unisce una decina di metri di monofilo da 130-150 LBS tramite il nodo Albright e, successivamente, si fissa una girella piccola di ultima generazione che tiene 200 LBS e si aggiunge lo spezzone finale di fluorocarbon (monofilo invisibile in acqua) da 90 o 100 LBS, lungo circa 2 mt a cui legheremo l'amo del 7/0 tipo Owner da tonni col nodo del tubo. Ultimamente, fa tendenza il finale Wind On, con abbinamento della girella direttamente sull'amo. La sezione di questo tipo di finale, prevede, un 90 LBS in fluorocarbon.

Le attrezzature complementari del Big Game e la relativa tecnica esecutiva

DSC 0012Dall'inglese: drift, che significa andare alla deriva. Questo è il termine con cui si esprime il concetto di pescare in drifting, ossia con la barca alla deriva, aiutati dalla corrente marina e dallo scarroccio del vento.

Nella sostanza, questa tecnica particolare di pesca al tonno, molto più redditizia di altre discipline mirate per questo pesce, si esprime, posizionando la propria imbarcazione nel punto prestabilito dove si presume vi siano i tonni, e... si comincia a pescare con le canne calate in corrente, coadiuvati da una pasturazione lenta, costante e continua a base di sardine gettate in acqua. Una variante di pesca al drifting, molto seguita nel Mar Tirreno, è quella di ancorare la propria imbarcazione in un hot spot dei tonni e... si calano le lenze in acqua, facendo disporre sul filo della corrente marina, due, tre o più lenze calate dalle rispettive canne, sempre sotto l'azione della pasturazione con le sardine. Questa variante è consigliata quando il mare non è totalmente calmo, solo nelle condizioni di brezza, leggera, tesa o con mare leggermente formato. Ovviamente, se il mare inizia ad essere formato tendente al mosso, conviene rinunciare alla pesca e rinviarla alla prossima occasione di... mare calmo!

Supponiamo di essere appena arrivati sul luogo di pesca. Ci sono condizioni di mare con vento a regime di brezza. Bene, gettiamo da prua un'ancora a rampino, di peso proporzionato alla stazza dell'imbarcazione, alla quale viene fissata "alla genovese", una quindicina di metri di catena, anch'essa proporzionata(maglia da 6 – 8 mm sez), con la relativa cima(sagola) lunga almeno il doppio del fondale presente dove si pescano i tonni.

Se si pescano i tonni sugli 80/90 metri di profondità, conviene raccogliere in una tinozza o in una cesta di plastica, almeno 160/200 metri di cima, a cui seguirà la catena e l'ancora a rampino con le marre... abbastanza fini, meglio inox oppure in acciaio zincato(6-8mm di sez.) che possano cedere alla massima trazione. Unito all'ancora, occorrerà anche un "pallone", dotato di moschettone inox, che sarà rappresentato da un grosso parabordo circolare, che avrà il compito di sollevare l'ancora, nel momento in cui desideriamo recuperarla. L'operazione del recupero, consiste nell'introdurre la cima dell'ancora all'interno del moschettone del pallone, e successivamente ingranare la marcia del motore procedendo controcorrente. Quando l'ancora giungerà sul pallone, vedremo un sussulto dello stesso e al quel punto recupereremo la cima all'interno della cesta di plastica. Appena calata l'ancora, si fissa la cima a prua e la barca si disporrà in corrente, in condizioni ordinarie. Inizia a questo punto, la fase della pasturazione per attirare i tonni sotto la barca.

Un membro dell'equipaggio in pesca(team), a turno con i pescatori, ha il compito di gettare in acqua le sardine: metà sardina per volta e ogni tanto, una intera, ogni 20-30 secondi, oppure quando scompare dalla vista nel profondo blu. Per una pescata media di almeno 4- 6 ore, occorreranno un paio di casse di sardine. Più fresche sono e... meglio attirano, per la loro consistenza e per la loro lucentezza.

Mentre un pescatore ha il compito di pasturare, l'altro innescherà gli ami delle altre tre canne posizionate nel portacanne. L'innesco va effettuato, possibilmente con una sardina grande freschissima, oppure con una salacca o alaccia o alosa che è come una sardina di grandi dimensioni molto consistente, con un amo del 7/0. L'innesco va eseguito trapuntando la salacca in modo tale da presentare il dorso nella parte bassa. In pratica, così facendo, si simula la discesa in acqua, in modo naturale, della sardina gettata dal peschereccio, con la parte più pesante del dorso, rivolta verso il basso. Questo innesco rispetto ad altri fa la differenza in termini di catture.

Cominciando a posizionare le canne, la prima, di solito, si piazza con il finale a circa 20/25 metri dalla poppa, senza inserire il galleggiante. Alla lenza della seconda canna, va fissato il galleggiante in modo tale da farlo distanziare dalla poppa, di circa 50 metri. A seguire poi, altri 50 metri di lenza più il finale. Ad una decina di metri a monte dell'esca, ci può essere l'inserimento di un piombo variabile dai 60 ai 150/200 grammi, a seconda della corrente presente nel luogo. Alla terza canna facoltativa calata, faremo distanziare il galleggiante, a circa 80 metri dalla poppa, poi a seguire, almeno 70 metri di lenza, compreso la zavorra a circa una decina di metri dall'esca.

Appena abbiamo calato in acqua le canne, continua l'opera di pasturazione e... l'estenuante attesa! Talvolta lo stand by in pesca, si può protrarre per alcune ore, senza che, ci sia lo strike(fuga di lenza) tanto atteso. Ma quando entrano i tonni, di solito da metà luglio fino a tutto agosto e anche a settembre, se il tempo rimane decisamente buono, sicuramente lo strike tanto agognato non mancherà e... tutti in combattimento!

Quando siamo in pesca, dovremo avere l'accortezza di avere tutto a portata di mano: pancerina Stand Up(se si usano le canne Stand Up), il renale o giubbetto da combattimento, se abbiamo la sedia e, dulcis in fundo, un buon raffio da tonni, riservato per l'epilogo della cattura, con cui daremo il colpo finale.

Immaginiamo di essere in pesca, siamo due pescatori, ed avviene lo strike! Questo è forse il momento più emozionante della pescata: si sente il "cicalino" del mulinello(opportunamente tarato a 3-4kg) che "canta" in modo pazzesco. A questo punto conviene non lasciarsi vincere dall'emozione e attendere quei 2 – 3 o più minuti di fuga forsennata dell'animale. In questo lasso di tempo, conviene assecondare il tonno, in quanto può essere pericoloso impedirne la fuga. Il rischio di infortunio è alto. Nell'attesa, è necessario indossare la pancerina Stand Up, oppure il renale o giubbetto.

DSC 0012Quando finalmente il mulinello si ferma, si prende la canna, e si mette la crociera del manico nel "bicchierino" della pancerina o della sedia e... inizia il combattimento vero e proprio, "pompando" il tonno, nei momenti di sosta della sua fuga e cedendo lentamente la lenza, quando il pesce riprende a "correre". Col passare dei minuti, in genere per un tonno di una settantina di chilogrammi, con una lenza da 50 lbs, occorrerà dai 30 fino a circa 50 minuti per portarlo sotto bordo, e questo dipende dall'abilità e dalla forza del pescatore, ma con una lenza ed attrezzature "maggiorate" a 80 lbs, in circa, in 20 – 30 minuti, il tonno verrà alla portata del raffio. Mentre un pescatore è in combattimento, l'altro dovrà guidare la barca in modo tale da portare la lenza nella zona dei due giardinetti: o a quello di dritta o a quello di sinistra. Quando il tonno giunge sotto bordo, sarà necessario raffiarlo nella zona ventrale, attendere qualche minuto e poi assicurarlo alla plancetta di poppa oppure salparlo a bordo.

Durante queste operazioni, sarà opportuno usare dei guanti per manipolare sia il pesce che le attrezzature accessorie. Effettuato il recupero del tonno, è necessario chiamare la Capitaneria di Porto del luogo e comunicare l'avvenuta cattura, fornendo loro le coordinate del punto.

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