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A pesca con l'esperto

Sgombri per tutti

thumb_finali-sgombri_07Se c'è un pesce che fa sicuramente divertire nella pesca a bolentino quando viene allamato, usando lenze sottili, questo è sicuramente lo sgombro. Di questo pesce, sotto il profilo scientifico e morfologico, ne esistono due specie in natura, lo sgombro mackerel o maccarello (Scomber scombrus) ed il lanzardo, chiamato anche cavalla o lacerto cavallo(Scomber Japonicus Colias)...

Entrambe le specie, sono pelagiche e fanno vita gregaria in copiosi banchi uniti, in prossimità delle secche a mare aperto distanti dalla costa, anche a svariate miglia di distanza. Sia il Maccherello che il Lanzardo, presentano un aspetto molto simile tra loro e differiscono leggermente dal colore nel dorso e sui fianchi, dove nel maccherello, prevale la dominante dorsale blu intenso con striature maculate nere. Sotto il profilo gastronomico, il lanzardo ha le carni meno pregiate dell'altro, tuttavia ben si presta per conservarlo sott'olio ed è molto buono se consumato crudo... appena pescato! Si rivela anche ottimo, sempre se freschissimo, cucinato... alla brace! Per quanto riguarda l'aspetto sportivo, è facile catturarli con la canna dalla barca, anche con una certa continuità; praticamente, un esemplare dopo l'altro, ma anche in questo caso, per evitare cappotti, è necessario attenersi ad alcuni suggerimenti tecnici che il sottoscritto avrà cura di fornirvi in questo articolo.

Scenderemo adesso nei dettagli, affinchè un bella "secchiata" di sgombri, allieti il finale di una battuta di pesca... "azzurra" !

Le attrezzature da scegliere

Partendo in primis dalle canne, sceglieremo rigorosamente quelle aventi una lunghezza di circa 4-5 metri, possibilmente in carbonio, alto modulo, rinforzate, di nuova generazione, ad azione leggera e progressiva, che consentono di "lavorare" al meglio, anche i lanzardi di oltre il chilogrammo di peso, o addirittura le intruse e ben gradite palamite di 3-4 chilogrammi, con lenze finissime. Per i mulinelli, sceglieremo quelli di taglia media, ossia un 4000/4500 o un 5000, e dotati possibilmente di frizioni buone, ossia abbastanza sensibili e sicure. Anche i componenti interni del mulinello, come i cuscinetti e gli altri organi interni, devono essere affidabili per garantirci nel tempo, catture continue. Insomma un prodotto di qualità del quale esserne soddisfatti. Un consiglio per l'acquisto di un mulinello, è quello, nei limiti delle possibilità, di scegliere un prodotto di qualità, magari spendere qualche decina di ero in più, ma ne vale sicuramente la pena!

madre lenze, finali e... ami micidiali!

Per la scelta della madre lenza da avvolgere in bobina, useremo un monofilo super di nylon, dello 0,25-0,23mm, dotato di bassissima memoria, che ci consente di ben ammortizzare le fughe degli sgombri. Alla madre lenza della bobina, abbineremo un paio di finali appositi, per consentirci di effettuare catture multiple e... continue!

Il primo finale da prendere in considerazione, che è quello più semplice, ed è anche quello più indicato per gli esemplari di taglia maggiore, procediamo alla sua realizzazione nel modo che segue.

Si prende uno spezzone di nylon al 100% di fluorocarbon, da applicare alla madre tramite una girella, lungo circa mt 2,5-3 di sezione variabile, in funzione della diffidenza dei nostri amici. Di solito può essere uno 0,235 oppure uno 0,21, ma a volte, se gli sgombri risultano essere ancora più diffidenti e non abboccano, sarà necessario ripiegare su sezioni ancora più ridotte, ed utilizzare uno 0,18mm con il nostro rischio e pericolo che lo sgombro tagli con i suoi minuti dentini. Per ridurre in modo considerevole questo inconveniente, è sufficiente praticare un "rinforzino" al finale dello 0,18, legando alla fine di questo, un segmento di circa 4-6 cm dello 0,235 sempre in fluorocarbon, che verrà poi "coperto" dal filetto di sardina.

Per quanto riguarda gli ami, ne sceglieremo due o tre tipi di varia marca, di tipo a paletta, appositi per sgombri e per il bolentino leggero. Un consiglio, meglio scegliere quelli impiegati per le competizioni sportive, e di numerazione variabile dal N° 3 al N° 6. Il N° 5 si rivela micidiale! L'uso della zavorra, è subordinato alla corrente che troveremo in loco e va inserita appena a monte della girella. Si possono applicare dei pallini di piombo spaccati da circa 0,50 gr a 3-5 gr. fino a 10-15 gr.

Se gli sgombri sono di taglia piccola, di circa un paio d'etti l'uno, converrà montare il secondo tipo di finale che è così costituito.

Al capo libero della madre lenza, fissiamo la girella, e poi uno spezzone in fluorocarbon lungo sempre mt 2,5 dello 0,235 o dello 0,26mm. Da questo spezzone, si staccheranno a bandiera, due braccioli dello 0,20mm lunghi mt 0,90 ciascuno, distanziati a mt 1,20 l'uno dall'altro. In fondo al finale, applicheremo una zavorra di parimenti grammatura come l'altro finale già descritto. Il fissaggio dei braccioli al calamento o trave(spezzone di nylon) avverrà tramite snodi appositi che consentono al bracciolo stesso, di girare, limitando gli attorcigliamenti di lenza. Gli snodi o attacchi per braccioli si trovano anche questi in commercio. La distanza tra il piombo finale ed il secondo snodo del bracciolo, è di circa 5 cm.

Esche e pasture

Gli sgombri, essendo dei piccoli predatori, si alimentano con dei piccoli pesci che riescono a trovare intorno alle sommità delle secche, oppure lungo le coste rocciose e miste, con sabbia e posidonia.

Si nutrono anche di piccoli crostacei che riescono a trovare sul fondo. Inoltre, i nostri pesci azzurri, hanno una particolare, predilezione per le alicette e le sardine, che cercano di predare con voracità. Dove c'è un branco di minutaglia pelagica, ci sono gli sgombri a seguire nel naturale percorso migratorio pelagico. E proprio su questi ultimi piccoli pesci, che si concentrerà il nostro interesse, per procurarci l'esca giusta: la sardina! Questa, viene innescata in piccoli filetti trapuntati sugli ami, oppure in tocchetti più o meno grossi secondo la taglia degli sgombri che troveremo in pastura.

Appunto, proprio sulla pastura, è necessario soffermarsi. L'utilizzo della pastura, è di rigore per questa tipologia di pesca. Gli sgombri vanno attirati sotto la nostra imbarcazione con un miscuglio semiliquido realizzato a base di sardine macinate. Ci sono molti tipi di pastura confezionati con sfarinati a base di sardine che si trovano in commercio. Di solito sono reperibili in confezioni da 3 o 5 o più chilogrammi, che si rivelano appena sufficienti per attirare sotto la nostra barca i branchi famelici di maccarelli o... lanzardi! E' sufficiente prima di iniziare a pescare, calare in acqua uno o due sacchi di questa "profumata" mistura, uno sotto il pelo della superficie e l'altro ad alcuni metri sotto la barca e... il gioco è fatto! La tecnologia, comunque, ci viene in ulteriore aiuto con il "tritasardine", che è nella sintesi una macina elettro-meccanica da applicare sul portacanne della barca e... alimentarlo col la presa a 12 Volt di bordo. E' necessario regolare la velocità del tritasardine, altrimenti, una cassa di sarde, viene esaurita in circa 20 minuti! Non è molto economico se le sardine si trovano male in commercio, o magari si trovano a caro prezzo, ma di sicuro, ha un effetto: micidiale! Di gran lunga superiore ai sacchi esposti fuoribordo.

La tecnica

Si giunge con l'imbarcazione sullo Spot di pesca, di solito, situato vicinissimo alle sommità delle secche fuori a mare aperto. Con l'ecoscandaglio, si cerca di localizzare i branchi del nostro pesce azzurro, si calcola lo scarroccio della brezza o del vento ed il verso della corrente, dopodichè rimonteremo il punto, calcolando approssimativamente di giungere in deriva sopra il branco e... getteremo l'ancora.

Inizieremo subito l'opera di pasturazione col tritasardine o con i sacchi appesi sotto bordo e iniziamo a montare canne, e lenze. Trascorsi quei fisiologici 10-15 minuti circa, caleremo le nostre lenze da poppa o dai giardinetti, in funzione della tipologia di barca in uso. La lenza scenderà lentamente in acqua, seguendo il senso della corrente e della pastura. Questo è il segreto! Dosare opportunamente il piombo sul finale, per far scendere e confondere l'esca con i frammenti di pastura in scia. A questo punto i nostri amici lanzardi o maccarelli non si faranno attendere e... faranno sicuramente sfrizionare i mulinelli facendoli cantare come delle cicale. In queste condizioni, grazie alle nostre canne eccelse, lavoreremo a dovere i pesci e li recupereremo rapidamente dopo qualche fuga nel blu. Sarà un divertimento assicurato: uno sgombro su dopo l'altro fino a riempire il secchio o... più secchi! Provare per credere!

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