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A pesca con l'esperto

Occhiate di primavera

OCCHIATA_CON_MINNOW_001Io credo che sia capitato a tantissimi diportisti, trovarsi con la propria imbarcazione ancorata, in una piccola baia a ridosso di alcuni scogli, di osservare il fondo del mare, e notare branchi di occhiate a mezz'acqua ed in superficie, intente a predare dei pezzi di pane. In quei concitati momenti, è venuto subito in mente a chiunque di armare una piccola canna, alla quale applicare un pezzo di lenza, innescare un fiocchetto di pane e via, pronti a catturare i nostri gustosissimi pinnuti! Però, tra il dire ed il fare, c'è proprio di mezzo il mare! Questo pensiero può essere valido solo in teoria, perchè nella pratica, equivarrebbe ad un sonoro... insuccesso! L'occhiata è un pesce furbo ed estremamente diffidente e non è semplice ingannarla, ma può essere "distratta" con i dovuti accorgimenti tecnici, in uso nelle moderne discipline applicate nella pesca sportiva.

 

Certi cosiddetti "accorgimenti tecnici" per catturare le occhiate, possono essere impiegati: sia tenendo la barca ancorata e pescando con la canna in light drifting, con e senza galleggiante, oppure a traina, con la barca in movimento, utilizzando canne, mulinelli e lenze di ridottissimo libbraggio ed esche artificiali o naturali. Prendiamo adesso per i nostri fini didattici, proprio la pesca alla traina leggera e costiera alle occhiate, che è divertente, non è tanto laboriosa e se correttamente eseguita, consente di colmare il nostro freezer portatile!

Le barche e le attrezzature adatte per la pesca delle occhiate a traina

OCCHIATA_CATTURATAPer quanto riguarda le barche per la pesca costiera a traina, beh non occorrono particolari imbarcazioni da pesca che siano di stazza enorme oppure degli esuberanti fisherman. Sono sufficienti natanti semplici, come i piccoli gozzi, le lance, gli open center console, i gommoni, le pilotine da pesca, insomma, barche dai 4 fino a 6-8 metri di lunghezza. E' importante inoltre che siano agibili, per consentire al pescatore di muoversi decentemente nel pozzetto e di ben armeggiare con le canne e le varie attrezzature di corredo. Un altro aspetto molto importante è quello che, la barca ideale, deve possedere motorizzazioni che possono permettere velocità minime. Praticamente, nella sostanza, si tratta di disporre delle lenze a mano o delle canne di piccolo libbraggio, gettare in acqua i finali di lenza armati con le esche aritificiali o naturali morte, e portare il motore al minimo consentendo alla nostra barca di procedere a circa 2 – 3 nodi orari per stimolare e richiamare le occhiate sulle nostre esche. Vediamo un po' questa tecnica nei dettagli.

Partendo dalla comunissima lenza a mano, è sufficiente disporre di un telaietto di sughero, attorno al quale avvolgere un centinaio o poco più metri di lenza madre, costituita con del monofilo di nylon dello 0,40/0,50 mm. Al capo libero di questa, fisseremo una girella, al cui seguito, piazzeremo altri 30 metri circa di monofilo dello 0,30mm. E poi a seguire, un'altra girella, con 20 metri dello 0,25, a cui legheremo il finale vero e proprio, costituito da un monofilo molto sottile, lungo un paio di metri che sarà variabile nella sezione, secondo la sospettosità delle nostre amiche. Conviene "partire" con lo 0,23mm in fluorocarbon, oppure uno 0,18 o 0,16 sempre in fluorocarbon, fino ad arrivare, se non abboccano, ad uno 0,14 o addirittura uno 0,12mm, rigorosamente sempre in fluorocarbon.

OCCHIATE_PER_CENACome esche artificiali, useremo o le piumette bianche o i cucchiai dotati di piuma, di taglia piccola, provvisti di amo o ancorotto. Vanno molto bene anche i minnows(pesciolini finti) piccolissimi di 4 – 6 cm. Queste esche sono classiche per le occhiate, ma ce ne sono altre, funzionalissime, che appartengono alla categoria del "fai da te" e che sono realizzate impiegando striscioline di pesce azzurro di 5-6 cm innescate con due ami dell'8- 10, oppure con delle striscioline di calamaro, sempre lunghe di 5-6 cm innescate con due ami del N°10 e N° 5 finale. Funziona molto bene anche il verme "coreano"innescato intero su un amo del N°7, ma è necessario avere l'accortezza di mantenere sempre "penzoloni" dalla punta dell'amo, almeno un paio di cm del verme. Provare per credere! Oltre alle occhiate si prendono anche le aguglie!


 

OCCHIATA_IN_CATTURA_COL_CUCCHIAIO_PIUMATOSe vorremo usare la canna per questo tipo di traina a dir vero, leggerissima, beh, occorreranno dei modelli di canna, lunghi circa un paio di metri, di struttura leggerissima, dalle 4 alle 8 lbs. A queste, abbineremo dei mulinelli a tamburo fisso, taglia dello 030, oppure anche a tamburo rotante nell'ordine max di un 12 lbs. Ai mulinelli, avvolgeremo in bobina come lenza madre, un monofilo di nylon dello 0,35mm a cui seguirà, sempre tramite una piccolissima girella, una ventina di metri dello 0,25 e poi, altra girellina e due metri di fluorocarbon come finale vero e proprio, della stessa tipologia di diametri e misure, già enunciata per la lenza a mano.

L'occhiata (Oblata melanura) è un bel pesce, con il corpo lateralmente compresso, di colore argenteo nei fianchi e azzurro nel dorso. Ha le carni molto buone ed è un pesce molto sportivo: offre una forte resistenza alle lenze quando viene allamata. E'oggetto di vivo interesse da chi pratica la pesca sportiva costiera con la canna, sia da terra che con la barca. E' molto insidiata nella pesca a traina.

La tecnica per la pesca a traina delle occhiate con le sue varianti.

Dove

Di solito, le occhiate, stazionano nelle zone di mare incorrentate, situate in prossimità dei punti cospicui della costa, oppure intorno agli scogli o alle piccole isole distanti alcune miglia dalla costa. Siccome l'occhiata è un pesce comune e molto diffuso, la possiamo trovare in abbondanza anche lungo le scogliere delle opere portuali o dei manufatti artificiali. Prediligono anche le coste rocciose alte. Le profondità ideali per la pesca alle occhiate, vanno dai 5-6 metri fino a circa 25-30 metri di profondità. A questi luoghi è doveroso aggiungere anche la natura del fondale che deve essere prevalentemente roccioso, misto a sabbia e posidonia.

Quando

Gli orari migliori per insidiare questo bel pesce, sono quelli durante il sorgere del sole o nelle ore prossime al tramonto. Ma dei momenti trofici li troviamo anche a tarda mattinata o nelle ore cosiddette "calde" nel momento in cui, si deve pranzare. Comunque a prescindere da questo, l'occhiata, come tantissimi altri pesci, ha un comportamento ed un umore strano, spesso e volentieri in sintonia col crescere della fase di marea. Sembra che questo periodo di marea "montante" risvegli il suo appetito. Pertanto, dulcis in fundo, qualsiasi ora del giorno, bontà nostra, potrebbe essere "buona" per catturare la nostra amica. I periodi più promettenti sono quelli primaverili e quelli autunnali: da marzo fino a ottobre-novembre.

Come

E' necessario portare la nostra imbarcazione vicino alla costa, in un punto dove vi sono degli scogli emergenti, nella zona presunta "da occhiate" con una profondità di circa 16-18 metri. L'ecoscandaglio, sicuramente ci segnalerà alcuni banchi di pesce. Tra queste minutaglie pelagiche formate da sugarelli e boghe, regnano anche le occhiate, la cui presenza viene notata da un occhio allenato con il proprio strumento. Ma per avvertire questa "finezza," occorrerà una certa esperienza che la si acquisirà con il tempo. Comunque, a prescindere, se si possono vedere o meno le occhiate unite ad altri pesci nello schermo dell'ecoscandaglio, proveremo a pescarle comunque, con le lenze già descritte, che hanno un'ottima valenza come tecnica di pesca a traina di superficie. In sostanza, si localizza il punto, si calano in acqua due lenze da due canne, una posta sul trincarino di sinistra e l'altra sistemata sul trincarino di dritta, in modo che possano ben divergere l'una dall'altra. Una si cala a circa 80 metri dalla poppa, e l'altra, a circa 60 metri. Metteremo il motore al minimo, in modo tale da portare lo scafo alla velocità di circa 2 – 2,5 nodi. Se durante i passaggi lungo la costa o negli hot spot delle occhiate, non si avverte nessuna tocca, allora occorre affondare le nostre lenze con un assetto variabile. Ad una canna, applicheremo lungo la lenza madre a monte della girella un piombo di circa 100 o 150 grammi di tipo a sgancio rapido, che permette alla velocità di due nodi di affondare di circa 2 metri o più secondo la corrente. Alla lenza madre dell'altra canna invece, inseriremo o due piombi a sgancio rapido, applicati sempre a monte delle girelle, uno da 300 g. e l'altro da 150 g. che permette un affondamento maggiore di circa 6-7 metri dalla superficie. Oppure, se si sceglie un affondatore tipo STIM o similare, e procedendo ad una velocità di circa 2 o 2,5 nodi, la nostra lenza affonderà di circa 7 – 8 metri. Se si applica l'affondatore, si eliminano tutte le girelle.

schema-occhiateIl montaggio avviene così: lenza madre dello 0,35mm a cui si lega l'affondatore diretto e da questo devono partire circa una decina di metri di fluorocarbon dello 0,18 a cui fisseremo l'artificiale. Se a questo punto avviseremo le toccate, non faremo altro che recuperare, mettendo il motore in folle e appena salpato il pesce con un guadino, si gira l'imbarcazione e si cerca di ritornare sul banco delle occhiate e così via. Naturalmente, l'assetto dell'affondamento delle nostre lenze va variato inserendo o togliendo i piombi, fino a che non si trova la profondità giusta per invogliare ancora di continuo, le nostre amiche... argentate!

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