flagita Il gozzo Gecko è un brevetto italiano al 100%

Gecko video

ban-video

Links


A pesca con l'esperto

Bolentino nei mesi freddi

bolentino_02Non sempre l’inverno è fastidioso, a causa delle condizioni meteo avverse che portano pioggia, vento e soprattutto freddo, con la neve... e il ghiaccio! Spesso e volentieri, tra una perturbazione e l’altra, la nostra Penisola viene interessata da cellule anticicloniche più o meno estese, con valori di isobare abbastanza alte, che generano la cosiddetta alta pressione, che porta, buone condizioni meteo. Anche se certe situazioni di bel tempo, sono di breve durata, di circa 3 o al massimo 4-5 giorni, per chi può, è necessario che colga “al volo” questi momenti magici, durante i quali, consiglio vivamente di praticare il bolentino invernale, che, se praticato con le dovute accortezze, con l’uso di determinate attrezzature e di certe esche, magari abbinate ad alcuni tipi di pastura, beh! Le sorprese e le emozioni sicuramente non mancheranno. Ma vediamo come potremo cimentarci nel bolentino del periodo cosiddetto “freddo” e quali tipi di catture saprà fornire.

 

Le attrezzature che occorrono

bolentino_07Innanzitutto, partendo dagli elementi di base, potremo utilizzare il classico telaietto di sughero, attorno al quale avvolgeremo circa 200 metri di lenza di monofilo di nylon dello 0,70-0,80mm, che fungerà da lenza madre. In alternativa, decisamente superiore per quanto concerne il confort nell’uso, potremo utilizzare la canna con il mulinello. La canna, sarà preferibilmente in carbonio, di ultima generazione, possibilmente di qualità, lunga circa 4-4,60 metri, con anelli buoni, magari con pietra in SIC o in Alconite, per ridurre al minimo lo stress dovuto allo scorrimento continuo del monofilo, all’interno degli anelli stessi. Per la scelta del mulinello, opteremo per una taglia media: un 4000 o un 5000, di ottima qualità, con cuscinetti inox, componenti affidabili, e con una frizione altrettanto valida, in grado di garantire delle fuori uscite di lenza, progressive o rapide con una sicura precisione... magari micrometrica! In questo caso, avvolgeremo in bobina, dai 150 ai 220-250 metri di ottimo monofilo a bassa memoria, variabile nella sezione, a seconda dell’uso cui viene destinato. Certe sezioni devono spaziare dallo 0,25 allo 0,30-0,35mm. La canna e il mulinello, dovranno essere due nostri fedeli “compagni inseparabili” di straordinarie avventure... a cui affidare l’esito di una pescata.


 

Le opzioni sulle lenze

bolentino_03L’esito di una buona pescata, non dipende solo dalle ottime canne e dai mulinelli che dovremo usare, ma anche dalla scelta delle lenze, che dovremo utilizzare, che dovranno assumere un ruolo fondamentale. Le lenze, costituite da monofili di nylon, fortemente catturanti, sia per quanto riguarda quelle portanti da avvolgere in bobina o lenze madri, che quelle destinate a costituire i finali, denominate, travi, calamenti ed infine braccioli, devono rispondere a determinati requisiti. La scelta giusta di un monofilo rispetto ad un altro, sia per quanto concerne la sua invisibilità che la sua ridotta sezione, farà sicuramente la sua differenza in termini di numero e dimensioni dei pesci catturati.

Comunque, a prescindere da questi discorsi, doverosi, che ci fanno riflettere sulle nostre considerazioni, passiamo ai preliminari del bolentino con le relative lenze da scegliere e da montare per un uso in pesca con la barca ancorata.


 

Il Bolentino ancorato di fondo ed i finali in uso

bolentino_04Per praticare la disciplina del bolentino con barca ancorata, è necessario disporre, oltre ai vari accessori, come l’ancora, la catena e la cima sufficiente per “sostare” nelle vicinanze del cappello di una secca, anche di una discreta “dose” di pastura, per tenere sotto bordo, nel nostro punto di pesca scelto, un “hot spot” per intendersi, pesci pelagici come sugarelli, sgombri, palamite e pesci di mezz’acqua come occhiate, boghe ed infine, pesci di fondo, che sono i più ricercati come saraghi, orate, pagelli, scorfani rossi ed altri pesci ancora. Prendendo proprio in considerazione il bolentino di fondo con barca ancorata, che rappresenta una tipologia di pesca, meno impegnativa per certi aspetti, molto semplificata rispetto alla variante lightdrifting, ci consentirà, con un po’ di fortuna, di catturare le specie pregiate di fondo, già enunciate, che poi in sostanza, sono quelle più appetite dai nostri commensali in famiglia.


 

bolentino_05Pertanto, per esercitare questa tecnica, sceglieremo una madre lenza da avvolgere in bobina, come abbiamo già accennato e che tengo a precisare, in una sezione variabile di monofilo di nylon dello 0,30 oppure uno 0,35mm. In alternativa al monofilo, potremo avvolgere il multifibra di sezione 0,15/0,17mm che ha la stessa resistenza dello 0,35 di nylon che è di circa 15 lbs, circa 8 kg. Il multifibra o Dyneema, rispetto al nylon, ha elasticità praticamente zero e quindi è più sensibile alle tocche. Inoltre è meno sensibile alla corrente marina in quanto notevolmente più ridotto nella sua sezione. Tuttavia, il classico monofilo di nylon, emana ancora il suo fascino particolare a cui molti pescatori non sanno ancora rinunciare.


 

bolentino_06Al capo libero della lenza madre imbobinata, se trattasi di monofilo, si lega una girella con moschettone, a cui attaccheremo un’asola generata dal finale, rigorosamente in fluorocarbon, lungo circa 3 metri dello 0,26mm. La peculiarità del fluorocarbon è quella di avere l’indice di rifrazione della luce, inferiore di un buon 60% rispetto al monofilo tradizionale, rendendolo quasi invisibile in acqua. Al finale o calamento, uniremo una serie di tre braccioli a bandiera, dello 0,20/0,23,5 sempre in fluorocarbon, distanti cm 100 l’uno dall’altro e lunghi circa cm 80, fissati con tre snodi appositi o con girelle e perline. Gli ami varieranno nella loro numerazione, secondo le dimensioni delle prede presenti, dal 2 al 6, tipo da bolentino da competizione, con punte acuminatissime. L’ultimo bracciolo, quello che sosterà vicino al fondo, avrà lo snodo a circa 3-5 cm dal piombo. Quest’ultimo varierà nella grammatura da circa 30 fino a 60/80 grammi ed oltre, a seconda delle correnti presenti.


 

La tecnica

bolentino_01Individuato il punto su cui dovremo pescare, di solito, tramite un buon ecoscandaglio, coadiuvato da un GPS Cartografico, che sarà scelto in un settore di mare situato in prossimità del “cappello” di una secca, più o meno distante dalla costa. Questa dovrà essere alla base, da circa – 50/60 metri fino a -30/40 metri, a risalire fino a raggiungere – 10/20 metri. Il nostro punto prescelto, dovrà variare dai – 20 fino ai -26/35 metri circa. Questo è il range hot spot, nel quale grufolano: tanute, saraghi, orate, dentici prai, scorfani rossi(capponi) etc.

Prima di calare l’ancora è necessario prestare la massima attenzione alla direzione e alla intensità della corrente presente, perchè un errore di fuori posizionamento, può compromettere l’esito della pescata. Supponiamo di trovare una brezza di vento a scirocco con leggera corrente di levante-scirocco. Bene è necessario rimontare il punto di circa 40/60 metri e calare la nostra cima con la catena e l’ancora. Appena la nostra barca si sarà stabilizzata, è necessario fare opera di pasturazione preventiva, per richiamare i nostri amici pinnuti. Occorre un pasturatore tipo a sgancio rapido, che è un cilindro inox vuoto, all’interno del quale inseriremo le sardine sminuzzate in piccoli pezzetti, oppure cozze e ricci frantumati, etc. Appena il pasturatore, tramite un sagolino giunge sul fondo, con un gesto rapido, sganciamo il contenuto sul fondo e recuperiamo il tutto. Quest’operazione non deve abbondare, altrimenti i pesci si saziano. La pasturazione va praticata ad intervalli di orario per stimolare i nostri amici sul fondo. A questo punto, caliamo le lenze con due, tre o 4 canne armate con finali già descritti e rimaniamo in attesa. Teniamo il vettino della canna in percettibile tensione col piombo tocca e non tocca sul fondo e... toc-toc-toc, una secca ferrata, ed inizia il recupero della preda. Frizione ben regolata e via, quando il pesce giunge sottobordo, una guadinata ed il pesce giungerà a pagliolo. Innescheremo di nuovo con tocchetti di sardina oppure con un granchietto o anche con un americano e via, procediamo di nuovo. Giù e su, fino a che... una “filata” fortunata, ci impegnerà a dovere e, dopo un tira e molla di una decina di minuti, emergerà in superficie una bella orata di alcuni chilogrammi! Prede di queste dimensioni ed oltre, non sono infrequenti col bolentino di fondo. Quando vengono allamati i pagelli, i prai, le tanute ed i saraghi, offriranno un certa resistenza, facendoci divertire ed ottenere emozioni uniche, in modo particolare quando le prede raggiungono taglie interessanti. In questo caso sarà necessario regolare la frizione e tenere la lenza sempre in tiro. Il pesce cappone, meglio conosciuto come scorfano rosso, quando è allamato: non reagisce affatto, sembra di avere preso un sasso! L’unica emozione che dà, è quando viene in superficie offrendo uno splendido colore rosso arancio con tutte le sue spine aperte!

bolentino_09Con questo pesce... sono squisite le linguine, che vengono presentate ai commensali, cucinate con un leggero soffritto a base di scalogno, pomodorini pachini, olio d’oliva extravergine e una spolverata di prezzemolo! Non mi resta che aggiungere: buon appetito!

logokhs-110  Via Rubino, 67  Grosseto (GR)
Tel. 0564 453077 - Fax: 0564 464899
email
Vai alla pagina con tutti i contatti
Responsabile vendite: Massimo Curatolo 335 6611447 email