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A pesca con l'esperto

Calamari... per Natale!

TRAINETTE_MONTATELoligo vulgaris, è il nome scientifico del calamaro, un animale marino appartenente all'ordine dei Molluschi e alla famiglia dei Cefalopodi. Rappresenta una preda tanto ambita dai pescatori ricreativi, in quanto offre momenti divertenti quando lo si cattura con la lenza e con la totanara, e momenti entusiasmanti per il nostro palato, quando lo si consuma cucinato con le ricette ordinariamente in uso nella cucina mediterranea. E' molto ricercato per le sue carni gustosissime e per le sue proprietà organolettiche. Sotto il profilo dilettantistico, viene catturato in vari modi, fra i quali, con la trainetta apposita per i calamari.

La trainetta... ai calamari

CALAMARI_CATTURATI_01Per praticare la trainetta ai calamari, non occorre una tipologia di barca mirata. E' necessario disporre di un ordinario natante o imbarcazione che sia, che offra una certa praticità d'uso, con un pozzetto agibile e spazioso, per meglio operare in condizioni di luce scarsa o assente del tutto. Per il resto, e cioè per le dimensioni e per la forma, più o meno tutte le barche si comportano egregiamente e quindi si equivalgono per i fini del risultato. Tuttavia, per ottenere i migliori risultati, è necessario che la velocità di navigazione, oscilli dagli 1,8 ai 2,5 nodi orari.

Comunque, a prescindere dalla barca con cui dovremo pescare, ci sono chiaramente alcuni scafi che rispondono al meglio a certe aspettative. Uno di questi è sicuramente rappresentato dal gozzo, che ha attitudini alla pesca professionale costiera e che ben si presta per un uso estremamente versatile. In riferimento a queste considerazioni, è da prendere in esame, come autentica e seria innovazione tecnologica, il Gozzo Gecko 730 nelle varie versioni, che raggiunge velocità ideali per la trainetta ai calamari e lo si impiega con successo anche per altre specialità.

Le attrezzature occorrenti

Tornando alla tecnica di pesca, dovremo necessariamente disporre delle lenze adatte per catturare i calamari che sono semplici, ma devono essere realizzate con cura.

E' sufficiente prendere un telaietto di sughero, attorno al quale avvolgere una sessantina di metri di monofilo dello 0,40-0,50mm da usare come lenza madre; almeno mt 5 di finale dello 0,25/0,30mm; un piccolo affondatore tipo DIVING BOARD, STIM, DEEP, o il planer AFC della Kristal Fishing ecc., e dopo, l'esca artificiale rappresentata da un pesciolino(minnow) dotato, nel punto della coda, della doppia corona di spilli. Infine, occorre una piccola luce strobo, colorata, di quelle ad auto accensione a contatto con l'acqua.


 

AFC_KRISTAL_FISHINGAFFONDATORE_DIPAFFONDATORI_STIMAFFONDATORI_AFC_KRISTAL_FISHING


Il montaggio di lenza

Il montaggio di lenza avviene così: è necessario disporre di una cannetta flessibile, da sistemare al lato della barca, esattamente sul trincarino del giardinetto, a cui fissare, con un' asola, la lenza madre, che sarà tolta dal telaietto. Quest'ultima, va filata in acqua per circa 16/18 metri. Al capo di questa, avremo preventivamente inserito e fissato la luce strobo a 5/10cm dall'affondatore. Fissato l'affondatore, con una robusta girella-moschettone, vi legheremo anche il finale che è costituito da uno spezzone di lenza dello 0,25/0,30 lungo mt 4,5-5. Al capo del finale, legheremo un'esca artificiale, rappresentata da un minnow o pesciolino apposito, che, anzichè avere le classiche ancorette, presenta una doppia corona di spilli come le normali totanare. Di questi speciali pesciolini-totanare, se ne trovano di varie dimensioni, dai 9 agli 11 centimetri e nei vari colori. Ottimi i Princess Calamari della Yamashita e i Rapala originali, che funzionano molto bene.

Per ottenere una profondità di lavoro ottimale delle nostre totanare, è consigliabile praticare due asole sulla stessa lenza madre distanti dall'affondatore, una, a circa 10 metri e l'altra, a circa 16-18 metri. In questo modo, il nostro artificiale navigherà: a meno 3-4 metri di profondità, con l'asola fissata a 10 metri dall'affondatore, mentre navigherà a 7,7 – 8,5 – 9,5 metri di profondità(a seconda dell'affondatore usato), con la seconda asola fissata a circa 16-18 metri.

DISEGNO_1_TRAINETTA_CALAMARIDISEGNO_2_TRAINETTA_CALAMARIDISEGNO_3_TRAINETTA_CALAMARIDISEGNO_4_TRAINETTA_CALAMARI

La pesca

Dove

I calamari prediligono i fondali misti, prevalentemente costituiti da posidonia e scogli, situati lungo le coste rocciose, le scogliere portuali, i punti cospicui delle coste ed intorno agli isolotti posti in vicinanze di secche emergenti con rocce precipiti. I fondali interessati alla pesca hanno una profondità variabile: dai circa 25/30 metri, rilevati in prossimità dalla costa, fino a ¾ metri, con postazioni vicinissime agli scogli. Comunque, le profondità migliori, sono quelle logicamente scelte anche dalle minutaglie pelagiche, di cui il calamaro si nutre, che di solito vanno dagli 8/10 fino ai 12/16 metri di profondità. Almeno questo accade nelle ore seguenti il crepuscolo, praticamente nelle ore notturne.

Come

ALCUNI_MINNOWS_TOTANARE_01Ci imbarchiamo ipoteticamente sul nostro Gozzo Gecko 730 un gozzo estremamente versatile e... veloce, attraverso il quale si può raggiungere in breve, le poste e/o gli hot spot dove i calamari "accostano" in genere, in prossimità dei banchi di minutaglia pelagica. Dopodichè, portiamo lo scafo ad una navigazione di dislocamento, col motore al minimo, per ottenere circa 2 – 2,5 nodi, che sono fondamentali per catturare i nostri amici dall'inchiostro facile!

Caliamo dai "giardinetti" di sinistra e di dritta del Gecko, due lenze, che sono più che sufficienti per fare un bel pranzetto a base di calamari. A nostra discrezione, ad una lenza, cederemo circa 17 metri di madre e, appena arrivati alla seconda asola, si aggancia la medesima alla cima di una cannetta e si passa poi a calare l'altra lenza, cedendola in acqua per 10 metri e, quando arriva la prima asola, si appende la stessa alla cima dell'altra cannetta. Quando il calamaro si "aggancia" al nostro pesciolino-totanara, la cannetta si flette con dei colpi e dopodichè si rilassa. A questo punto vediamo lentamente affiorare in superficie l'affondatore, segnalato dalla luce strobo colorata. Recuperiamo la lenza con un tiro lento e costante e salpiamo il nostro amico che non esiterà a soffiarci in faccia il suo... inchiostro facile! Il recupero del calamaro si può fare a barca ferma col motore in folle oppure navigando al minimo, accostando lentamente alla preda. E' una pesca divertentissima e... gustosissima!

Quando

Durante l'ora seguente al tramonto, nei momenti prossimi alla totale oscurità. Se poi vorremo potenziare il nostro carniere, beh è necessario proseguire nella pesca... per tutta la notte! E' molto proficuo anche, iniziare a pescare un paio di ore prima dell'alba. Durante la fase della luna, sia crescente che calante, è determinante per conseguire i migliori successi, esercitare la trainetta durante la comparsa dell'astro. Più luna c'è... e più si pesca!

La trainetta ai calamari e... la luna!

La presenza della luna nella pesca con la traina ai calamari, è di fondamentale importanza. In assenza di luna, nel buio totale, è come se alcuni commensali si trovassero a cena, senza vedere ne' il cameriere, ne' le persone vicine e ne' il piatto. Una situazione imbarazzante. Invece, se ci fosse una tenue luce diffusa da un lume di candela, magari in un atmosfera romantica tra due innamorati, la cenetta potrebbe essere consumata nel migliore dei modi. Con questa simpatica metafora vorrei far capire che i calamari desiderano predare i pesci, almeno con una tenue luce, diffusa proprio dal nostro astro, in fase crescente, in prossimità del primo quarto, poi quando la luna è piena, ed infine, in fase calante, ultimo quarto. L'azione trofica del calamaro, avviene di solito nei 40 50 minuti che seguono il crepuscolo, fino a notte fonda. Dopodichè ci sono dei momenti statici, con una successiva ripresa con attacchi alle totanare, dopo circa un paio d'ore di pesca. Poi, seguono ancora altri momenti statici con una successiva ripresa dell'attività trofica. Con la luna piena che permane nel cielo per tutta la notte, è possibile dilettarsi per delle ore, sonno permettendo, a nostro piacimento, con risultati, a dir vero strabilianti! La normativa consente il prelievo giornaliero di molluschi e quindi cefalopodi come il calamaro, per un quantitativo fino a Kg 5 giornalieri.

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