flagita Il gozzo Gecko è un brevetto italiano al 100%

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Gecko 730 XP su Pesca in mare

pesca-in-mare-730XP-1Un altro articolo dedicato al Gozzo Gecko nella rubrica Fishing boat di Pesca in mare.

Dalla rivista:

E’ questa una delle quattro versioni del gozzo Gecko studiata appositamente per la pesca, in cui l’area di guida a “pilotina” sormontabile da un hard top è realizzata per poter impiegare la barca in periodi invernali. Geniale l’idea della carena, soprattutto per quanto concerne la stabilità in mare...

Il Foscolo diceva nel suo Epistolario che “L’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentare con novità”. In effetti, l’idea del gozzo di per se stesso non è una novità in assoluto, mentre quella messa in atto dalla Know How Service di Grosseto, ossia di aggiungere ai già molteplici pregi della carena a gozzo anche una elevata stabilità a lente andature o quando si è alla fonda, oltre alla possibilità di fruire invece delle prestazioni di uno scafo planante a V quando si accelera… lo è. Tutto ciò è realizzato attraverso un sistema di riempimento e svuotamento dell’acqua all’interno di appositi cassoni poppieri, operazione gestita direttamente dal pilota a seconda delle situazioni. Da un’unica carena sono state realizzate quattro versioni di gozzo, che si differenziano tra loro per la coperta e le finalità cui ogni modello è destinato. La versione XP è una pilotina progettata per l’uso da pesca in ogni stagione.

La Coperta

Sul modello XP la caratteristica principale della coperta è sicuramente la configurazione a pilotina, con la postazione di pilotaggio portata verso prua ed inglobata nella stessa struttura che accoglie l’area cabinata. L’hard top protegge dal sole, dal vento e dalle intemperie, mentre la visibilità è garantita da quattro vetri (due frontali e due laterali). Nel periodo più caldo la struttura è comunque smontabile, potendo così contare su di un’imbarcazione open a tutti gli effetti. Sulla tuga la doppia cuscineria prendisole offre spazio ad una coppia di persone. Un corridoio passavanti che ha inizio a lato della postazione guida accompagna sino a prua, ove si trova la plancetta che accoglie l’eventuale verricello elettrico: un corrimano in acciaio aperto centralmente garantisce invece presa ai passeggeri durante i trasferimenti a bordo sino al pozzetto, ampio e ben sfruttabile, potendo contare su ben 5,25 metri quadrati complessivi che si estrinsecano in 2,50 metri di lunghezza per 2,10 metri di larghezza. Le murate interne beneficiano di sedute/gavoni cui si aggiunge un terzo divanetto poppiero, con al centro la possibilità d’installare un tavolo montato su stelo regolabile in altezza, in modo da tradurre il tutto in un ambiente pranzo o soggiorno. I bordi, la cui larghezza ammonta a 11 centimetri, sono in grado di ricevere dei portacanne ad incasso. La parte terminale poppiera ingloba il grande cofano, che accoglie il serbatoio del carburante ed il motore fuoribordo, realizzato al fine di insonorizzare lo stesso e munito di pistoni a gas che lo rendono di facile apertura. All’estremità poppiera, al centro dei due cassoni/serbatoi, può prendere posto la scaletta di risalita con piccola piattaforma di appoggio in legno. La cabina sfrutta l’ambiente interno per una coppia di letti singoli trasformabili in matrimoniale, e nei gavoni sottostanti i cuscini si possono sistemare diversi effetti personali, oltre ad un WC marino che rende il più possibile autonomo lo scafo. Gli oblò sulle pareti garantiscono luminosità all’ambiente, mentre dei portacanne sono in grado di accogliere i “ferri del mestiere” a riposo. Il posto guida, infine, si concentra sull’area di destra della pilotina, e dispone di una chiesuola in vetroresina su cui prendono posto il volante e gli interruttori stagni, ed a cui si aggiunge nella parte alta un rialzo in legno per alcuni strumenti dei motori o apparecchi elettronici.

Carena e prestazioni

E’ proprio qui che si concentra la sostanza di questa imbarcazione, in quanto la carena nasce da un’idea di per se stessa semplice, ma sicuramente efficace e ben messa in pratica, e per questo brevettata dalla Know How Service. Iniziamo col domandarci quale sia una delle condizioni più difficili da trovare per un’imbarcazione, indipendentemente dalla sua tipologia: la risposta è, sicuramente l’assetto. Ebbene il progetto Gecko ha centrato in pieno l’obiettivo risolvendo il problema con un sistema che si affida all’elemento acqueo nel quale l’imbarcazione stessa naviga: attraverso due cassoni simmetrici esterni sistemati a poppa, la cui funzione è sia di flap che di stabilizzatori, si può (a seconda che gli stessi vengano riempiti o svuotati dell’acqua stessa) variare l’assetto dello scafo. Da fermi è possibile riempire solo uno o tutti e due i cassoni attraverso l’impiego di apposite valvole, creando così una condizione ottimale per sfruttare lo scafo per la pesca a bolentino o a vertical ad esempio, potendo contare su di uno scafo stabile e ben poggiato sull’acqua, che non risente degli spostamenti dei pescatori nel pozzetto. Come si comincia ad accelerare invece, detti cassoni vengono svuotati, ottenendo un cambiamento di assetto che passa rapidamente e senza cabrate evidenti, da quello dislocante a quello planato. Grazie agli attriti ridotti, in questo caso, si potrà fruire di consumi di carburante contenuti e di prestazioni interessanti anche con motorizzazioni non esagerate. Con un 75 cavalli Honda che equipaggia il modello XP provato sui 90 massimi ammessi per omologazione, siamo riusciti a mantenere una velocità minima di 1,2 nodi a 800 giri, una velocità che poi sale a 12,2 nodi a 3.000 giri e che raggiunge il suo apice velocistico a 6.000 giri con 22,8 nodi. Iniziamo a dislocare con i cassoni- serbatoi pieni, una condizione che mette in luce una grande stabilità, poi acceleriamo e scarichiamo l’acqua, ottenendo rapidamente l’uscita della carena dalla superficie con un tempo di planata pari a 6,5 secondi netti. A questo punto la velocità sale, facendo registrare ridottissimi attriti e buona morbidezza d’impatto della carena con le onde di prua, grazie ai due pattini longitudinali che si uniscono al fendente del dritto di prora, deflettendo verso il basso gli spruzzi. La velocità minima per mantenere lo scafo in planata è pari a 9 nodi.

Gecko 730 in più versioni

Il gozzo Gecko viene proposto in altre tre versioni per un’unica carena, e la differenziazione tra di loro è data dal tipo di allestimento della coperta, adeguabile agli usi per i quali si vuole impiegare l’unità. Due di queste versioni sono open, di cui la soluzione siglata dall’acronimo FX nasce per un impiego principalmente familiare. La sua conformazione prodiera prevede grandi gavoni, di cui uno con accessibilità frontale, ed un piano prendisole su cui sostare comodamente in rada. Può disporre di un bimini top decisamente ampio ed a richiesta può essere attrezzato con frigorifero ed altri comodi accessori. L’altro open di gamma è il modello 730 XT Fishing, studiato ad hoc per i pescatori: la coperta, infatti, sfrutta gli stessi spazi del modello FX, ma aggiunge una personalizzazione per gli amanti del nostro sport. Troviamo vasche per il vivo e del pescato in varie zone, il Ttop che, oltre a proteggere dal sole il pilota ospita anche dei portacanne supplementari, luci ed antenne, prese a mare per il ricircolo dell’acqua nelle vasche contenenti il vivo o per la pulizia del pescato, ed infine prese a 12 volt molto comode per collegare affondatori o strumenti sofisticati per la pesca che necessitano di alimentazione elettrica. Resta inoltre la pontatura prodiera realizzata in compensato marino e resina. Gli altri due modelli di gamma sono invece cabin. Oltre al modello XP analizzato con il test, abbiamo il 730 SX, indicato per coloro vogliono anche poter disporre di un’area notte e proponente uno stile più moderno rispetto alla precedente versione S. La principale differenza rispetto al modello XP è la distribuzione dell’area di guida, che in questo caso si avvale di una console distaccata dall’area cabinata anteriore. Invariati invece sia la cabina che il pozzetto.

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