flagita Il gozzo Gecko è un brevetto italiano al 100%

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Gecko Open 730 XTF su Mondo Barca

mondobarca-geckoArticolo tratto da Mondo Barca.

A piede di pagina trovate in allegato il pdf tratto dalla rivista con tnato di tabelle, grafici e foto. Buona lettura!

Dalla rivista:

Di sicuro è un gozzo speciale che partendo dalla tradizione strizza l'occhio all'innovazione. Stiamo parlando della novità del momento nel settore dei gozzi plananti, il Gecko 730 XTF. Ultima delle quattro versioni allestite con successo dal cantiere Know How Service, questo modello è destinato specificamente alla pesca. Viene infatti indicato con un acronimo che sta a significare "Extreme Fishing"...

Dotato di molti accessori necessari per praticare le discipline più impegnative già nella tipologia standard, il Gecko 730 XTF Open center console può essere ulteriormente personalizzato con allestimenti speciali per i pescatori più esigenti.

Prima di passare alla deione delle dotazioni del modello pesca, desideriamo soffermarci sulle innovative caratteristiche marine di questo formidabile scafo, in grado di raggiungere ed oltrepassare i 20 nodi con un modesto propulsore fuoribordo da 40 cavalli di potenza, e che può essere condotto anche senza patente. In effetti il Gecko 730, nelle cinque versioni allestite, presenta una carena unica ed originale, straordinario risultato di sintesi progettuale e costruttiva che coniuga le attitudini di una barca da pesca, seria e stabile, a quelle di uno scafo veloce, dotato di sprint e brio, il tutto a fronte di consumi e costi di gestione estremamente ridotti.

La costruzione dello scafo viene realizzata in vetroresina rinforzata e stratificata a mano con inserimento di resine speciali e con due mani iniziali di vinilesteri, per impedire la formazione dell'osmosi. Lo scafo poi è inaffondabile, grazie all'ingegnosa struttura formata da una camera stagna da 15 centimetri che corre da prua a poppa, con aggiunta di altre otto camere stagne interposte.

La caratteristica più rivoluzionaria del Gozzo Gecko è proprio quella di utilizzare l'acqua di mare come elemento stabilizzante e come contrappeso. Per ottenere questo risultato lo scafo si avvale di due "cassoni" simmetrici esterni, a forma piramidale visti da poppa, che fungono sia da flaps, o alettoni portanti, sia da stabilizzatori, in quanto si riempiono d'acqua nel momento in cui lo scafo è fermo, oppure naviga a bassa velocità di dislocamento, mentre si svuotano quando lo scafo prende velocità. Il flusso d'acqua all'interno dei cassoni è regolabile a nostra discrezione tramite due valvole ben accessibili, poste simmetricamente alla base dei cassoni stessi. Questo assetto idrodinamico è variabile sia su entrambi i cassoni stabilizzatori che su uno singolo, ottenendo un pescaggio più consono all'attività nella quale siamo impegnati. Per quanto riguarda l'allestimento di coperta l'XTF Open, nella personalizzazione fishing, presenta un pozzetto ben rifinito, con: superfici in teak utilizzate come rivestimento nel portello del gavone-motore e nel sedile ordinario.

Analoga sorte per il piano di calpestio, con pagliolato supplementare in mogano per fornire un tocco d'eleganza non comune in una barca da pesca. Alla base del sedile di poppa sono posizionati: la pompa di lavaggio del ponte con manichetta flessibile; lo stacca batterie e la presa a12 V disponibile per l'affondatore, il salpabolentino elettrico o il tritasardine. E non è tutto: altro tocco di raffinatezza arriva con le due casse stereo disposte in parallelo rasenti il pagliolato di mogano. Nei giardinetti sono allocati: a sinistra la vasca per il vivo da 60 litri di portata, completa di impianto di ricircolo acqua di mare, e a dritta, un gavone ausiliario porta attrezzature da pesca o per le dotazioni di sicurezza.

Entrambi i gavoni del pozzetto fungo- 130 no anche come sedili supplementari. I trincarini che corrono in murata, nonostante siano stati razionalizzati e contenuti nella larghezza, per ragioni di spazio, in soli undici centimetri ospitano una serie di portacanne inox ad incasso, per un totale di quattro elementi, più due disposti a bandiera e fissati alle basi dei primi candelieri della battagliola.

Da notare un portacanne inox orientabile e specifico per la pesca dei tonni. A centro barca, in console, sono situati i comandi e il posto mono guida con poltroncina regolabile pneumaticamente, tutto protetto da un robusto T-Top in tubolare inox di qualità Aisi 316 da 50 millimetri di sezione sul quale sono posizionati altri tre portacanne nella retro struttura. Il cruscotto presenta, oltre al controllo dell'illuminazione e del quadro comandi, anche due prese disponibili per il frigo a 12 Volt e per l'accendisigari.

In alto alla base del T-Top è palese la sede a contenimento della strumentazione elettronica da pesca, che comprende: Gps cartografico, ecoscandaglio e VHF. Parte della struttura e copertura del T-Top è abbinata ad un tendalino color navy estendibile, per fornire il confort necessario quando si è intenti nella pesca nei periodi estivi. Nella parte anteriore della console sono allocate: la cassettiera delle minuterie, la vasca per il pescato trasportabile da 80 litri e la gabbia a contenimento attrezzature come il pasturatore a lame, cime, anello per il sollevamento ancore, etc.

Altri accorgimenti dedicati alla pesca sono collocati lungo le murate con due stazioni poscrizrtacanne, otto elementi per parte, che consentono di trasportare sedici canne di vario tipo e libbraggio.

Infine il ponte di prora: rialzato, ben protetto dal generoso cavallino strutturale e dalla battagliola inox. Qui il cliente per il quale è stato allestito questo esemplare ha voluto la superficie in teak, compreso il portello che apre al gavone, destinato a contenere altre attrezzature e dotazioni varie.

Abbiamo effettuato un test in pesca ed in navigazione del Gecko Open 730 XTF, in una splendida giornata primaverile, nelle acque antistanti le Formiche di Grosseto. Avevamo come barca appoggio, un Gecko 730 FX in versione open. Giunti in prossimità del modello appena varato, abbiamo notato che, sotto l’azione del vento, a barca ancorata, la stabilizzazione dello scafo risultava impeccabile: i cassoni riempiti a dovere rendevano il pozzetto stabile e tranquillo in opera, in soli circa 800 chilogrammi di dislocamento.
Davvero notevole, se si considera la larghezza contenuta al baglio massimo di due metri e quaranta, più il carico costituito da due pescatori che si muovevano in continuazione: un risultato a barca “ferma” più che positivo! Successivamente, abbiamo amichevolmente chiesto al capitano, se poteva effettuare degli “stacchi” in navigazione, per le opportune verifiche del comportamento dell’XTF.
Ebbene, anche in questo caso, non abbiamo avuto dubbi: il comportamento è stato ottimo sia sotto il profilo della tenuta di mare, che per le prestazioni velocistiche, considerando l’utilizzo di un propulsore fuoribordo Evinrude E-TEC di soli 40 cavalli di potenza.

Dal momento in cui abbiamo preso il timone in mano e abbiamo dato “manetta” via via che lo scafo è entrato in planata ed ha aumentato la velocità, mentre l’acqua è fuoriuscita in modo graduale e progressivo dalle luci esterne dei flaps. È sorprendente il comportamento dello scafo in mare: offre una navigazione stabile ed equilibrata a partire dalla velocità di 3-4 nodi, quando entra in dislocamento, fino alla fase della planata con gli oltre 22 nodi di velocità massima, ottenuti appunto con un modesto quaranta cavalli. Compiendo varie evoluzioni di prova abbiamo notato che la prua è inizialmente strutturata a V profondo: fende bene l’onda, rendendo di conseguenza morbida la navigazione in ogni situazione di mare.

Abbassando del tutto la manetta del gas, si ottengono oltre 22 nodi orari di massima, mentre riducendo successivamente l’accelerazione, lo scafo si assesta intorno ai 16-18 nodi, che possiamo tranquillamente considerare la velocità di crociera. Nelle evoluzioni concentriche e nelle virate, lo scafo non si è minimamente sbilanciato: gli stabilizzatori laterali hanno eseguito egregiamente la loro funzione.
Inoltre è molto stabile e… asciutto, grazie ai due pattini laterali che partono dal dritto di prora e che fungono da autentici deflettori degli spruzzi che vengono convogliati verso il basso. Infine alla velocità minima si sviluppano 0,8 – 1,2 nodi, come se avessimo il trolling valve a gestire la barca per una traina perfetta utilizzando il calamaro vivo. Un’ultima precisazione per chi ama la sicurezza e gli spostamenti alla ricerca di mari più promettenti: il Gozzo Gecko è inaffondabile, mologato per otto persone ed è carrellabile, si vara infatti senza l’ausilio della gru!

 

Abbiamo effettuato un test in pesca
ed in navigazione del Gecko Open 730 XTF, in
una splendida giornata primaverile, nelle acque
antistanti le Formiche di Grosseto. Avevamo
come barca appoggio, un Gecko 730 FX in
versione open.
Giunti in prossimità del modello appena varato,
abbiamo notato che, sotto l’azione del
vento, a barca ancorata, la stabilizzazione dello
scafo risultava impeccabile: i cassoni riempiti a
dovere rendevano il pozzetto stabile e tranquillo
in opera, in soli circa 800 chilogrammi di dislocamento.
Davvero notevole, se si considera la
larghezza contenuta al baglio massimo di due
metri e quaranta, più il carico costituito da due
pescatori che si muovevano in continuazione:
un risultato a barca “ferma” più che positivo!
Successivamente, abbiamo amichevolmente
chiesto al capitano, se poteva effettuare degli
“stacchi” in navigazione, per le opportune verifiche
del comportamento dell’XTF. Ebbene,
anche in questo caso, non abbiamo avuto dubbi:
il comportamento è stato ottimo sia sotto il
profilo della tenuta di mare, che per le prestazioni
velocistiche, considerando l’utilizzo di un
propulsore fuoribordo Evinrude E-TEC di soli
40 cavalli di potenza.
Dal momento in cui abbiamo preso il timone
in mano e abbiamo dato “manetta” via via che
lo scafo è entrato in planata ed ha aumentato
la velocità, mentre l’acqua è fuoriuscita in
modo graduale e progressivo dalle luci esterne
dei flaps.
È sorprendente il comportamento dello scafo
in mare: offre una navigazione stabile ed
equilibrata a partire dalla velocità di 3-4 nodi,
quando entra in dislocamento, fino alla fase
della planata con gli oltre 22 nodi di velocità
massima, ottenuti appunto con un modesto
quaranta cavalli. Compiendo varie evoluzioni di
prova abbiamo notato che la prua è inizialmente
strutturata a V profondo: fende bene l’onda,
rendendo di conseguenza morbida la navigazione
in ogni situazione di mare.
Abbassando del tutto la manetta del gas, si
ottengono oltre 22 nodi orari di massima, mentre
riducendo successivamente l’accelerazione,
lo scafo si assesta intorno ai 16-18 nodi, che
possiamo tranquillamente considerare la velocità
di crociera. Nelle evoluzioni concentriche
e nelle virate, lo scafo non si è minimamente
sbilanciato: gli stabilizzatori laterali hanno eseguito
egregiamente la loro funzione. Inoltre è
molto stabile e… asciutto, grazie ai due pattini
laterali che partono dal dritto di prora e che
fungono da autentici deflettori degli spruzzi che
vengono convogliati verso il basso. Infine alla
velocità minima si sviluppano 0,8 – 1,2 nodi,
come se avessimo il trolling valve a gestire la
barca per una traina perfetta utilizzando il calamaro
vivo.
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e gli spostamenti alla ricerca di mari più
promettenti: il Gozzo Gecko è inaffondabile,
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